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Cronaca | 04 settembre 2019, 12:03

Omicidio Piatti, processo d’appello per il presunto ispiratore della rapina finita male

Già condannato a 18 anni di reclusione e al risarcimento di 350mila euro alla famiglia, torna davanti ai giudici Giancarlo Erbino, il 62enne gioielliere torinese ritenuto l'ideatore del colpo

Si sposta in Corte d'Assise d'Appello il processo al gioielliere torinese

Si sposta in Corte d'Assise d'Appello il processo al gioielliere torinese

Nuovo atto nella vicenda giudiziaria seguita all’omicidio a scopo di rapina di cui vittima Patrizio Piatti, l’orefice ferito a morte nel garage della sua villetta di Monteu Roero il 9 giugno 2015.

Lo scorso 18 giugno la Corte d’Assise d’Appello di Torino aveva confermato – con riduzioni di pena – le condanne inflitte in primo grado nei confronti di quattro dei cinque componenti della banda criminale considerata autrice della tentata rapina sfociata nel tragico fatto di sangue (qui il nostro articolo).
Francesco Desi, indicato come colui che materialmente esplose il colpo di pistola mortale, si era visto ridurre la pena da 18 a 16 anni di reclusione, così come Giuseppe Nerbo, basista della rapina. Dodici anni di carcere era stata invece la condanna inflitta a Salvatore Messina ed a Emanuele Sfrecola, dai 14 anni e 6 mesi del primo grado.

Al giudizio d’appello è ricorso ora anche Giancarlo Erbino, il 62enne gioielliere torinese ritenuto dai giudici l’ispiratore del colpo. Unico componente della banda a non aver chiesto il rito abbreviato in primo grado, dove quindi era stato giudicato nell’ambito di un secondo processo, l’8 maggio 2018 Erbino era stato condannato dalla Corte d’Assise di Asti a una pena di 18 anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali, alla dichiarazione di interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento dei danni materiali e morali nei confronti della moglie e della figlia della vittima, quantificati rispettivamente in 200mila e 150mila euro.

Successivamente alla condanna Erbino, tramite il proprio legale, ha presentato istanza di appello, rispetto alla quale il giudice Franco Greco, presidente della Corte d’Assise d’Appello del Tribunale di Torino, ha ora emesso decreto di citazione in giudizio fissando la prima udienza del nuovo grado di processo al prossimo 8 ottobre.

L’avvocato albese Roberto Ponzio, che rappresenta la famiglia della vittima: "Per noi proseguirà la costituzione di parte civile. La richiesta di appello è destituita di qualsiasi fondamento, in quanto il tentativo di Erbino di accreditarsi come amico del Piatti e di averlo messo in guardia rispetto al tentativo di rapina sfociato poi nel suo omicidio è stato ampiamente smentito dai tabulati telefonici. Questi hanno invece provato come i componenti della banda già condannati in appello fossero in costante contatto telefonico con l’Erbino, dimostrando la messa in atto di un costante scambio di informazioni tra i diversi soggetti. Erbino ne monitorava il comportamento e secondo noi è stato colui che ha concretamente ispirato il colpo, indicando la figura del Piatti come possibile vittima di un colpo studiato in ragione dell’importante patrimonio che la vittima custodiva nella propria abitazione".

Ezio Massucco

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