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Politica | 01 settembre 2019, 11:15

“L’eredità che ci siamo trovati in Regione è ben diversa rispetto a quella raccontata da Chiamparino e dalla Sinistra”

Folta rappresentanza di Amministratori regionali alla festa della Lega a Crissolo di ieri (sabato). Oltre all’assessore alla Sanità Icardi, dal palco hanno parlato anche Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale, e Fabio Carosso, vicepresidente della Giunta regionale

Da sinistra, Allasia e Carosso ieri a Pian della Regina di Crissolo

Da sinistra, Allasia e Carosso ieri a Pian della Regina di Crissolo

Folta la rappresentanza di Amministratori regionali alla “Festa Monviso” che la Lega ha organizzato per ieri (sabato) a Pian della Regina di Crissolo.

Non poteva essere altrimenti, considerate anche le dichiarazioni della vigilia del capogruppo Lega alla Camera dei Deputati Riccardo Molinari: “Abbiamo in mano metà Consiglio regionale ed il 70% della Giunta regionale”.

Tra i tanti esponenti della maggioranza che sostiene il governatore Alberto Cirio, dal palco ai piedi del Re di Pietra hanno parlato Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale, e Fabio Carosso, vicepresidente della Giunta regionale, oltre all’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi (di cui abbiamo già dato conto in altra parte del giornale).

Allasia ha ribadito l’importanza del tema dell’autonomia, da tempo invocata proprio dalla Lega e sulla quale – nei giorni scorsi – è tornato lo stesso presidente Cirio, nel corso di un collegamento TV con Tgcom 24.

La sinistra voleva la modifica della legge elettorale regionale. – ha detto – Per noi questa non è la priorità. Abbiamo puntato ad allinearci con le altre Regioni ricostituendo la Commissione autonomia.

Vogliamo un Piemonte ad un’altra velocità e saremo chiari nei confronti degli elettori: se la Montagna non viene a Torino, Torino andrà alla Montagna”.

Dopo di lui, le parole del vicepresidente Carosso.

L’eredità che ci siamo trovati in Regione – ha esordito – non è quella raccontata da Chiamparino e dalla Sinistra.

I torinesi non si offendano, ma un po’ di buon senso che giunge della nostra campagna fa bene anche a loro. In qualità di assessore alla Montagna, qui mi sento un po’ a casa: dobbiamo difendere le Terre Alte come difenderemo tutto il Piemonte.

Quella dei nostri predecessori è stata una politica torinocentrica, fatta in città, lontana dalle nostre terre: fino ad oggi non è mai stato creato sviluppo. Noi, invece, vogliamo che la gente capace sia stimolata. Qui ci sono persone che hanno coraggio e, mantenendo i piedi per terra, vogliamo fare il bene della nostra gente.

Un esempio? Dobbiamo sì difendere il lupo, ma prima viene l’uomo, ed i nostri ragazzi, che sono il futuro del nostro Piemonte.

Nell’arco di qualche mese inizierà un movimento virtuoso, che porterà soddisfazione nelle nostre terre. È vero che siamo da sempre definiti i ‘bugia nen’, ma ora abbiamo iniziato a muoverci, stiano tutti attenti”.

Nicolò Bertola

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