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Politica | 31 agosto 2019, 09:46

Tutta in salita la strada del governo giallo-rosso

I 5 Stelle alzano la posta irritando i Dem. La deputata pentastellata monregalese Fabiana Dadone ribadisce con toni sibillini: “In politica nulla è scontato”. Tensioni anche nel centrodestra: Salvini chiude la porta a Berlusconi

Tutta in salita la strada del governo giallo-rosso

Basta distrarsi un attimo ed ecco che lo scenario politico cambia radicalmente, a dimostrazione del fatto di come la situazione politica resti oltremodo ingarbugliata.

Quando già sembrava che il governo giallo-rosso fosse in dirittura d’arrivo, il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio ha lanciato un messaggio chiaro al Pd: "Alcuni punti sono imprescindibili o saranno nel programma di governo o altrimenti meglio tornare al voto al più presto”.

Un messaggio che ha il sapore dell’ultimatum e che ha fatto nascere il sospetto tra i Dem che Di Maio abbia ancora aperto un forno con la Lega di Matteo Salvini.

O, più semplicemente, come annotano vari osservatori, Di Maio teme di essere oscurato dal premier incaricato Giuseppe Conte, visto che è in dubbio il ruolo di vicepremier cui ambirebbe e per questa ragione alza i toni per difendere la sua leadership nel Movimento.

Che potessero esserci colpi di coda sul finale, lo aveva annunciato a Targato la deputata monregalese 5 Stelle Fabiana Dadone, che ora puntualizza: “Non alludevo a nulla di specifico. Solo sono consapevole – spiega – del fatto che in politica nulla è scontato”.

Un messaggio anche questo sibillino, che non tradisce comunque entusiasmo da parte della parlamentare pentastellata per la formula di governo che pareva prossima al decollo.

Ma se i rapporti sono tesi tra i due partiti che dovrebbero dar vita al governo Conte 2, non si può dire che quelli nel centrodestra siano migliori.

A Silvio Berlusconi che aveva rimproverato a Salvini di essere l’artefice di questa crisi e di avere, in qualche misura, favorito il connubio 5Stelle-Partito Democratico, il leader della Lega risponde a muso duro chiudendo la porta in faccia a Forza Italia.

La Lega, in caso di elezioni anticipate, è fortemente tentata di andare da sola senza riproporre l’alleanza di centrodestra delle politiche del 4 marzo 2018, rinnovata pochi mesi fa in occasione delle regionali che hanno consentito ad Alberto Cirio di ottenere la guida del Piemonte.

GpT

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