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Politica | 31 agosto 2019, 07:30

#controcorrente: la provincia di Cuneo su cultura, manifestazioni, ricettività e ristorazione non sta proprio bene

La classifica dell’Indice del Tempo Libero, elaborata dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, la colloca al 46º posto in Italia nella classifica generale. Con otto su dodici parametri oltre la 50ª posizione. Non sono dati incoraggianti. Ma visto che ogni euro speso nella gestione di un’iniziativa culturale genera una ricchezza sul territorio di due euro e mezzo si potrebbe fare di più. Con il coinvolgimento dell’imprenditoria privata

#controcorrente: la provincia di Cuneo su cultura, manifestazioni, ricettività e ristorazione non sta proprio bene

Nelle scorse settimane è uscito l’Indice del Tempo Libero (leggi qui): la classifica realizzata dal quotidiano “Il Sole 24 Ore” sull’offerta dei capoluoghi di provincia italiani in dodici settori della cultura, delle manifestazioni, della ricettività e della ristorazione. I dati serviranno a elaborare il quadro della Qualità della Vita nel nostro Paese che lo stesso giornale rende noto entro dicembre e che nel 2019 è arrivato alla 30ª edizione.

Come sta la “Granda” su questi aspetti? Non proprio bene. Infatti, nella graduatoria generale è 46ª. Se poi si va ad analizzare ogni singolo parametro il territorio cuneese per numero di librerie ogni 100 mila abitanti è 65ª. Nel numero degli spettacoli teatrali, di quelli cinematografici, dei concerti, delle mostre ed esposizioni e delle competizioni sportive il termine di raffronto è di 1.000 abitanti. Le posizioni occupate dalla “Granda” sono rispettivamente 21ª, 48ª, 52ª, 59ª e 29ª. La spesa pro capite per tutti gli spettacoli vede la provincia al 54º posto. E in quella solo per cinema e teatro è 61ª. Infine, nel numero di agriturismi ogni 1.000 chilometri quadrati è 21ª, nel numero di ristoranti e bar ogni 100.000 abitanti è 82ª, nelle presenze turistiche per chilometro quadrato è 86ª e nella permanenza media degli stessi forestieri all’interno delle strutture ricettive è 69ª.

Quindi, otto su dodici parametri sono oltre la 50ª posizione. E’ pur vero che queste classifiche bisogna prenderle con le molle, ma non sono dati proprio positivi e incoraggianti.

Probabilmente, dunque, si potrebbe fare di più. Infatti, sempre riprendendo la fonte del “Sole 24 Ore” emerge che da un’indagine condotta da Rsm-Makno per Impresa Cultura Italia-Confcommercio ogni euro speso nella gestione di un’iniziativa culturale genera una ricchezza sul territorio pari a due euro e mezzo. E allora se le Istituzioni hanno sempre meno soldi da investire su questo fronte dovrebbero metterci più coraggio gli imprenditori privati. Per loro ne conseguirebbe uno strategico ritorno di immagine e commerciale e contribuirebbero in modo sostanzioso alla crescita culturale della comunità.

Perché questo mondo, dal globale a quello di un piccolo paese, ha sempre maggiore bisogno di bellezza artistica, di conoscenza e di armonia tra le persone. Anche in provincia di Cuneo.    

#controcorrente

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