/ Attualità

Che tempo fa

Cerca nel web

Attualità | 27 agosto 2019, 07:37

"Visione della montagna troppo "slow": serve coinvolgere i giovani e gli anziani, e cambiarne la percezione"

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica

Foto generica

Caro Direttore,

riparto dall’articolo pubblicato dal Suo giornale in occasione dell’incontro organizzato dall’allora sindaco di Pamparato Fausto Mulattieri, in collaborazione con i colleghi di Italian House Design.

Una visione della montagna troppo “conservativa” , troppo slow (per usare un termine tanto in voga), percorsi diversi caratterizzati da modelli gestionali eterogenei e a volte complessi (vista la frammentazione delle proprietà fondiarie), non coincidono con il fine del mantenimento delle comunità e dei suoi interessi negli ambiti rurali.

Fino al periodo tristemente legato alla seconda guerra mondiale, la gestione agro-silvo-pastorale era un'esigenza di sussistenza per le comunità montane, che oggi non è più tale. Molti gli interessi che negli ultimi decenni hanno modificato la struttura sociale ed economica dei territori montani; tra questi sicuramente il turismo che richiede interventi e strategie per una gestione comune e razionale degli spazi (vedi apertura strade forestali), oppure il settore energetico, su cui però siamo molto in ritardo per rispettare gli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto per il 2020 circa la produzione di energia da fonti rinnovabili e il risparmio energetico degli immobili.

Infatti non bastano leggi e statuti per far lavorare bene le comunità, bisogna trasmettere questi concetti alle persone più anziane ancora legate a vecchi preconcetti ma soprattutto alle nuove generazioni, promuovendo  una capillare educazione all’economia comunitaria. Usi civici, patrimonio privato e collettivo, hanno un valore inestimabile.

Come parlare agli anziani e come coinvolgere i giovani? Come si può tradurre tutto ciò in azioni concrete?

Si potrebbe partire dall’affidamento della gestione dei beni demaniali ai giovani del territorio e non solo. Si potrebbero coinvolgere anche soggetti esterni, al momento poco interessati a sviluppare progetti in montagna, poco attrattiva perché associata alle problematiche della gestione e quindi vista come  poco redditiva.

Essere attivamente coinvolti e impegnarsi per proteggere gli elementi che contraddistinguono la comunità è di grande importanza: la cultura e la storia del territorio sono valori da cui attingere importante materiale formativo. Ma la fondazione di una cooperativa di comunità è una forma innovativa che permette di trarre reddito e di impegnare in modo collettivo anche i singoli e le loro proprietà private.

Tutti coloro che localmente hanno interesse a promuovere il territorio montano, con gli elementi che lo caratterizzano, con i propri prodotti e\o attività, possono essere attori attivi. Non solo individualmente, non solo per singoli comuni, non solo per singole valli. In prospettiva, si può pensare che anche i turisti (italiani ed esteri) possano diventare soci di queste cooperative: una sorta di gestione del pacchetto montagna attraverso un progetto di crowdfunding LIVE.

Un nuovo modo di fare imprenditoria che possa coinvolgere anche gli abitanti delle grandi città europee, più che mai oggi interessati ai cambiamenti climatici dovuti alla cattiva gestione del territorio. Un nuovo modo di fare imprenditoria, un fare investimento su un sistema comunitario, che riconosca anche dall’esterno quelli che sono i valori e i modelli di un governo rurale-montano e che potrebbe dare delle risposte che le Terre Alte cercano per il futuro.

Un gruppo di amici - di cui faccio parte - è già al lavoro per tentare di percorrere questa strada “in salita” ma siamo tutta gente abituata a lavorare e non ci arrendiamo tanto facilmente. 

Grazie,

Giacomo Verrua

Al Direttore

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium