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Curiosità | 14 agosto 2019, 16:37

La Regina Giovanna I d’Angiò, la più gloriosa e coraggiosa Sovrana medioevale

Un breve ma intenso excursus storico sulla figura di questa sovrana, celebrata a Coumboscuro

La Regina Giovanna I d’Angiò, la più gloriosa e coraggiosa Sovrana medioevale

In questi giorni ho appreso con un po’ di ritardo che Coumboscuro Centre Prouvençal celebra “la regina Giovanna, mito delle Alpi tra Piemonte e Provenza” e per questo motivo voglio con queste poche righe, se verranno pubblicate, esprimere un vivo plauso agli organizzatori. Da anni sono un cultore, a tempo perso, di storia medioevale e non solo dei nostri territori e con grande sincerità devo dire che la figura della Regina Giovanna mi ha sempre colpito in positivo, al di là delle tante dicerie non sempre oggettive sul suo conto.

Dalle piccole ricerche fatte mi risulta che fosse una donna sola, senza eredi, che avesse come unico obiettivo quello di tenere in alto e difendere il testamento del nonno re Roberto, e cioè : “Converà ti que aptengas la flor” (che tradotto significa: …. è necessario che tu tenga in alto il fiore… ).

Il fiore a cui si riferiva re Roberto era il giglio dei sovrani francesi angioini, che con i suoi tre petali rappresenta la fede, la speranza e la carità. Frederic Mistral, che sulla vicenda della Sovrana scrisse un dramma, la ricorda con queste belle parole: «regina ideale, familiare e mitica, questa Sovrana e per noi provenzali (ndr. e piemontesi) ciò̀ che Maria Stuart è per gli scozzesi, un miraggio di amori finiti, un rimpianto di gioventù, di nazionalità, di poesia ormai passata». Anche per il nostro territorio cuneese, sebbene non vi sia alcuna certezza che Giovanna sia transitata, ella rimane un mito di bella e buona Regina in spregio ai tanti suoi nemici che alla fine le tolsero la vita. Per tutti quanti noi ella ha sempre mantenuto lo scettro e la corona che con tanta cattiveria le strapparono. Pertanto, senza farla troppo lunga, bene hanno fatto gli organizzatori a tenere in alto il nome della nostra Sovrana Giovanna.


prof. G. Olivero

Redazione

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