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Politica | 13 agosto 2019, 11:02

E’ appeso ad un filo, in queste ore, il destino degli otto parlamentari cuneesi

L’unico a mostrarsi relativamente sicuro – in caso di voto anticipato ad ottobre - è il leader dei Giovani Padani Flavio Gastaldi (Lega). Tutti gli altri sanno che la loro sorte è nelle mani dei rispettivi segretari di partito prima ancora che in quelle degli elettori

E’ appeso ad un filo, in queste ore, il destino degli otto parlamentari cuneesi

Considerato che la situazione muta ad horas e non essendo aruspici, non siamo ancora nelle condizioni di poter comunicare ai lettori quale sarà il calendario della crisi di governo apertasi dopo la rottura tra Lega e Movimento 5 Stelle.

Ieri, la Conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso di soprassedere: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sfiduciato dal leader della Lega Matteo Salvini, dovrebbe essere in Aula il 20 agosto, ma oggi, 13 agosto, l'Aula di Palazzo Madama si riunirà per confermare o meno questa data.

Mancando l’unanimità tra i presidenti dei diversi gruppi parlamentari la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha infatti scelto di rimettersi all’Aula e di far votare oggi il nuovo calendario.

Ma i protagonisti della politica cuneese come stanno vivendo la crisi? Non siamo veggenti, possiamo però provare ad azzardare (non ce ne vogliano gli interessati) che gli 8 parlamentari della Granda, 5 deputati e 3 senatori, espressi dalla provincia di Cuneo, non abbiano accolto di buon grado la notizia. Non solo perché l’improvviso precipitare degli eventi ha loro rovinato le ferie, ma anche perché il ritorno anticipato alle urne rischia, per parecchi, di essere un avviso di sfratto senza possibilità di ritorno.

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 assegnarono i tre i collegi uninominali del Cuneese, due alla Camera e uno al Senato, ad esponenti del centrodestra: Flavio Gastaldi (Lega) a Cuneo, Enrico Costa (allora Ncd ora Forza Italia) ad Alba, per i due collegi camerali e Marco Perosino (Forza Italia) nell’unico collegio uninominale senatoriale della provincia.

Tre i deputati espressi sul collegio plurinominale del Piemonte 2: Fabiana Dadone (5 Stelle), Chiara Gribaudo (Pd) e Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia), subentrata dopo la rinuncia di Guido Crosetto, il quale, essendo stato eletto contemporaneamente anche in Lombardia, optò per quel seggio.

Due i senatori eletti sul collegio plurinominale: Giorgio Maria Bergesio (Lega) e Mino Taricco (Pd).

Premesso che ad oggi non è chiaro il quadro delle alleanze, quanti degli attuali otto inquilini delle due Camere avrebbero buone chances di farvi ritorno se si votasse ad ottobre?

Se i sondaggi hanno un valore, l’unico in questo momento a sentirsi relativamente sicuro è il leader dei Giovani Padani e sindaco di Genola Flavio Gastaldi, proconsole nel Cuneese del capogruppo a Montecitorio e segretario piemontese della Lega Riccardo Molinari, uomo vicinissimo a Matteo Salvini. Gastaldi, forte di questa consapevolezza, ha manifestato nei giorni scorsi, durante un appuntamento conviviale a margine della Festa della Lega in valle Varaita, di voler avere voce in capitolo, d’intesa con Molinari, nell’indicazione delle prossime candidature.

Una confidenza, tra il temerario e l’incauto, che indica però quanto si senta forte il golden boy del Carroccio locale. Per tutti gli altri sarà un busillis: la loro ricandidatura, a prescindere dalla rielezione, è nelle mani dei rispettivi segretari di partito, prima ancora che in quelle degli elettori. Come si evince, se grande è lo stress in questi frangenti a Roma anche a Cuneo c’è chi vive il Ferragosto tra non pochi patemi d’animo. 

Giampaolo Testa

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