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Eventi | 05 agosto 2019, 12:15

Bra pronta a stringersi alle Sorelle Clarisse per la festa di Santa Chiara d’Assisi

Triduo di preparazione e solenne celebrazione domenica 11 agosto, nella chiesa del Monastero di viale Madonna dei Fiori

Santa Chiara

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È tutto pronto a Bra per la grande festa dedicata a Santa Chiara, in calendario domenica 11 agosto. Le sorelle Clarisse si preparano ad accogliere numerosi fedeli e devoti della giovane povera di Assisi con un ricco manifesto di appuntamenti.

Il Monastero di viale Madonna dei Fiori, 3 sarà meta ideale per raccogliersi in preghiera e per lasciarsi ancora affascinare dallo stile di vita che le figlie di Santa Chiara hanno accettato: la clausura.

Previsto un triduo di preparazione in attesa che la solennità entri nel vivo con la liturgia eucaristica di domenica 11 agosto alle ore 17.30. Si inizia giovedì 8 agosto con la recita del Rosario alle ore 17, seguito dal Vespro e dalla S. Messa delle 17.30. Stesso programma venerdì 9 e sabato 10 agosto quando, al termine della celebrazione del transito di S. Chiara e della funzione eucaristica delle 17.30, sarà possibile baciare la reliquia della Santa. La predicazione è affidata a Fra Stefano De Cao dell’ordine dei Frati Minori.

Nei giorni del Triduo la funzione feriale delle ore 7 è sospesa, così come la Messa festiva delle ore 8.30. La ricorrenza dell’11 agosto sta molto a cuore alla popolazione braidese, è un’occasione in più per mostrare sostegno e vicinanza alle Clarisse che in città rappresentano un punto di riferimento spirituale nel nome di una delle Sante più amate e sentite.

Tra le opere architettoniche religiose più suggestive di Bra c’è proprio la chiesa di Santa Chiara che si staglia in via Barbacana. Nata nel 1193 da buona famiglia, la Storia racconta che Chiara, a soli 12 anni, colpita dal gesto di San Francesco (di spogliarsi dei suoi abiti e dei suoi averi per donare tutto ai poveri al fine di vivere una vita di preghiera e di offerta di sé al Signore) decise di lasciare tutto per consacrarsi a Cristo nella povertà.

All’età di 18 anni fugge dalla sua casa di Assisi e corre alla Porziuncola, dove l’attendono Francesco e il gruppo dei suoi frati minori che le fanno indossare un saio da penitente, le tagliano i capelli e la ricoverano in due successivi monasteri benedettini, a Bastia ed a Sant’Angelo.

La famiglia tentò in vari modi (anche con la violenza) di sottrarla alla sua decisione, ma Chiara (con la grazia del Signore) superò ogni ostacolo. All’età di trent’anni per Chiara inizia una lunga malattia che indebolisce il suo corpo, ma non la sua fede.

A San Damiano muore l’11 agosto 1253, celebrando il dono della vita: “Va’ sicura, in pace, anima mia benedetta, perché hai buona scorta nel tuo viaggio! Infatti Colui che ti ha creata, ti ha resa santa e, sempre guardandoti come una madre il suo figlio piccolino, ti ha amata con tenero amore. E tu, Signore, sii benedetto perché mi hai creata”. Singolare la scelta del suo nome.

La madre, durante il tempo di gravidanza, andò in chiesa a pregare per la buona riuscita del parto e qui sentì una voce che le suggerì il nome da dare alla creatura: Chiara, perché quella bambina sarebbe stata una luce tale “da illuminare la luce stessa”. Tanto si potrebbe dire ancora su Santa Chiara d’Assisi: con la sua tenacia, la sua intrepida determinazione è riuscita a “strappare” al Papa “il privilegio della povertà”, poi la prima Regola, nella storia della Chiesa, scritta da una donna per delle donne, confermata da un commosso Papa Innocenzo IV, che si recò di persona a San Damiano per portare a Chiara morente la sua benedizione e consegnarle la bolla di approvazione della Regola.

Il monastero delle “Sorelle povere”, già negli ultimi anni dell’agonia di Chiara, era meta di un vero e proprio pellegrinaggio popolare. Il giorno successivo alla morte, al momento dei funerali, il papa stesso, che era presente ad Assisi quei giorni con la sua corte, propose di celebrare l’ufficio delle Vergini e non piuttosto quello dei morti, mostrando in questo modo di considerare Chiara già santa. Il suo corpo venne sepolto a San Giorgio ed in seguito trasferito nella chiesa che porta il suo nome.

Nonostante l’intenzione di Innocenzo IV fosse quella di canonizzarla subito dopo la morte, si giunse alla bolla di canonizzazione solo nell’autunno del 1255, dopo averne seguito tutte le formalità, per mezzo di Alessandro IV.

Chiara è oggi la protettrice delle telecomunicazioni: le cronache raccontano, infatti, che il giorno di Natale, non potendo assistere alla messa servita da Francesco, poiché costretta a letto a causa della sua infermità, sulla parete della sua cella le apparve una visione della messa e al momento della comunione le si presentò innanzi un angelo che le diede la possibilità di comunicarsi all’ostia consacrata.

Per questo, il 17 febbraio 1958, venne dichiarata da papa Pio XII santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

Scriveva San Giovanni Paolo II: “Santa Chiara esorta tutti a comprendere sempre più profondamente il valore della vocazione, che è dono di Dio da far fruttificare”. Come un fiore, Chiara ha lasciato dietro di sé una scia di profumo che in ogni tempo riconduce al perfetto amore: le “sorelle” che portano ancora alto il suo nome. Anche a Bra.

Info: 0172/413148; email: monasteroclarisse.bra@gmail.com.

Silvia Gullino

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