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Agricoltura | 30 luglio 2019, 07:30

Nella frazione Bombonina di Cuneo i fratelli Spada coltivano fragole e pomodori solo sotto serra (FOTO)

Prima hanno svolto altri lavori. Poi, con coraggio, passione e in anni diversi, Emiliano nel 2013, Ermanno nel 2019, si sono messi in gioco, tornando al periodo della gioventù quando aiutavano i genitori nei campi. Tutta la produzione avviene in 5.000 metri quadrati di terreno affittato da papà Francesco e mamma Maria. Hanno degli impianti artigianali, ma comunque innovativi, perché frutto dell’esperienza acquisita con il tempo. “Solo sbagliando - dicono - si impara e si migliora”.

Ermanno ed Emiliano Spada (ai lati) con i genitori Maria e Francesco davanti a una serra di fragole

Ermanno ed Emiliano Spada (ai lati) con i genitori Maria e Francesco davanti a una serra di fragole

Di fronte alla strada che conduce all’abitato della frazione Bombonina di Cuneo c’è via Tetto Sacchetto. Al fondo del percorso, al numero 74, imboccando un breve tratto sterrato, si arriva all’azienda agricola di Emiliano Spada, nato nel 1984, sposato con Elena del 1981 e due figli: Sebastian di 3 anni e mezzo ed Emanuel di sedici mesi.  L’attività, da inizio 2019, la gestisce con il fratello Ermanno, nato nel 1977 e inserito come coadiuvante.

In realtà, però, il terreno - in totale 5.000 metri quadrati - lo affittano, con una formula agevolata, dal papà Francesco e dalla mamma Maria che, negli spazi intorno, conducono, con l’altro figlio Ezio del 1970, un centinaio di giornate (22 in proprietà) a mais e foraggio utilizzati per nutrire gli oltre 200 bovini di razza piemontese dell’allevamento. Completa la famiglia Emanuela del 1972, ma lei ha scelto un’altra strada lavorativa.

Emiliano ed Ermanno non abitano in azienda come i genitori e, prima di buttarsi nell’avventura, erano impegnati in altre attività. “Ho conseguito il diploma professionale da meccanico - racconta Emiliano - e ho lavorato prima in un’officina e, dopo, in due imprese che costruiscono serramenti per l’edilizia. Nel 2013 è scattata la molla. Mentre ero ancora dipendente, in quanto non volevo buttarmi nel vuoto senza un minimo di garanzia, con l’aiuto, a livello famigliare, di mia madre Maria e di mia suocera Anna, ho deciso che, comunque, dovevo tornare a occuparmi della terra. Un ritorno alle origini, alla bellezza di stare a contatto con la natura. Questo perché quando ero più giovane avevo lavorato con i genitori e, dopo aver sperimentato altre occupazioni e anche la certezza dello stipendio fisso, ho capito che l’agricoltore era quanto mi piaceva veramente fare. Non tornerei indietro rispetto alla scelta di allora”.

Emiliano ottiene in affitto dai genitori i primi mille metri quadrati di terreno sui quali impianta due serre per la coltivazione delle fragole fuori suolo. Dopo un paio di anni capisce che l’attività è sostenibile a livello economico e allora si licenzia e dedica totalmente il suo tempo al mestiere rurale. Le serre crescono, arrivando a cinque di numero. A inizio 2019 entra in azienda il fratello Ermanno. “Io - dice Ermanno - ho sempre fatto il giardiniere: un lavoro in qualche modo già collegato a quello agricolo. Però, vedendo mio fratello soddisfatto mi ha attirato sempre di più il poter collaborare con lui. Pur essendo solo passato un anno dall’inizio dell’esperienza sono contento della decisione presa”.

Viene costruita una sesta serra riservata ai pomodori piantati a terra. Ora la superficie totale a disposizione è di cinquemila metri quadrati. “Le due coltivazioni - spiegano i fratelli Spada - vengono irrigate con il sistema a goccia per fornire loro il nutrimento quando serve e in modo uniforme. Inoltre, abbiamo costruito un impianto di nebulizzazione per rinfrescare le cinque strutture coperte delle fragole. Ottenendo una precisione elevata nella cura delle piante in base alle condizioni climatiche. Anche perché i comandi corretti alla centralina di controllo sul quando e come intervenire dobbiamo darli sempre noi”.

Altri vantaggi del sistema? “Rispetto all’irrigazione a scorrimento si ha un notevole risparmio di acqua. Per averla sempre disponibile, fin dall’inizio, quando il terreno era di meno, c’era una cisterna da 3.000 litri. Poi, è stata realizzata una prima vasca artificiale dove raccogliere quella fornita dal Consorzio Irriguo. Adesso ne abbiamo una da diecimila litri che ha un’autonomia di 5-6 giorni”.    

Cosa dicono i genitori della scelta effettuata da Emiliano ed Ermanno? “Siamo molto contenti - sottolineano Francesco e Maria - della decisione che hanno preso i nostri figli. Seppure attraverso colture diverse continuano la tradizione di famiglia”.  

LA PRODUZIONE DELLE FRAGOLE CON UN SISTEMA DEL TUTTO ARTIGIANALE…

Il 70% delle colture lavorate da Emiliano ed Ermanno è costituita da fragole rifiorenti, che danno frutti da maggio a novembre. Poi ne piantano una varietà che si raccoglie una volta sola: a maggio. Ma a colpire l’occhio è il sistema artigianale con il quale producono. Innanzitutto le canaline del fuori suolo, riempite di terriccio, sono sostenute da cavalletti in ferro fatti piegare da un’azienda fornitrice di materiale al settore edile. Loro li hanno saldati insieme. Inoltre, i rami delle fragole, quando in stagione i frutti iniziano a maturare e a “caricare” di peso,  sono sostenuti da tesate con fili di spago in modo da non lasciarli spezzare. Infine, è stato realizzato un impianto di nebulizzazione appeso alla copertura delle serre così da rinfrescare l’ambiente tutte le volte che le condizioni climatiche lo richiedano. “Ma - spiegano Emiliano ed Ermanno - quest’ultimo metodo protegge anche la coltura dalle muffe e dalle malattie”.  

…E LA COLTIVAZIONE DEI POMODORI

Da quest’anno, con l’ingresso in azienda di Ermanno, il resto della produzione è costituita quasi al 30% da pomodori. Il sistema di coltivazione è uguale a quello delle fragole: in serra; con l’irrigazione a goccia e le tesate per sostenere i rami carichi della verdura. L’unica differenza, per ovvie ragioni legate alle dimensioni più grandi delle piante, è che la coltura viene messa a dimora direttamente nel terreno e non fuori suolo.  

IL PERCHE’ DELLE SERRE

Fin dall’avvio dell’attività, quando la gestiva solo Emiliano, la scelta è caduta subito sulle colture in serra. Per quale motivo? “La serra - osservano i fratelli Spada - serve a proteggere dalle condizioni climatiche esterne: la troppa pioggia, il sole, la grandine. Ci sono decisamente meno problemi rispetto alle coltivazioni in campo. Se poi, con il tempo, si inizia anche a capire, sempre in base alla stagione, come controllare l’aerazione degli spazi coperti si possono raggiungere buoni obiettivi”.  

“ESPERIENZA E INNOVAZIONE SONO FONDAMENTALI”

“In realtà - precisano i fratelli Spada - per quanto riguarda gli impianti non ci siamo inventati nulla. Abbiamo visitato tante aziende, cercando di comprendere quali potessero essere le soluzioni migliori per la nostra attività. Applicandole nel concreto. E avendo la consapevolezza che solo con l’esperienza e correggendo gli errori commessi durante il percorso è possibile migliorare sempre di più la produzione. Senza sbagliare impari nulla”.

Innovare, comunque, è importante? “Certamente - dice Emiliano -. Quando sono partito l’impianto delle fragole era strutturato in un altro modo. Poi, mi sono accorto che era troppo complicato gestirlo. E l’ho modificato, tornando al sistema già in uso alcuni anni prima. A volte bisogna fare un passo indietro per cercare di farne due in avanti. Ma non si può più rimanere aggrappati all’agricoltura di un tempo perché, oggi, andresti da nessuna parte”.    

LA QUALITA’ E LA SICUREZZA ALIMENTARE      

Emiliano ed Ermanno: “La qualità vuol dire un prodotto sano e bello. Bisogna cercare di conciliare i due aspetti, perché è necessario seguire ciò che ti chiede il mercato. In ogni caso usiamo il meno possibile sostanze chimiche. Ad esempio sulle fragole il fuori suolo è già preventivo e dà molti problemi in meno rispetto alla dimora in campo. Inoltre, usiamo insetti utili per combattere quelli dannosi. Ad esempio, su consiglio del tecnico che ci segue, vicino alle serre facciamo crescere le erbacce alte perché lì, in mezzo ai rovi, crescono proprio gli animaletti che poi intervengono contrastando i parassiti. Inoltre, con la nebulizzazione effettuata nei tempi e nei modo giusti si limitano le malattie. Per quanto riguarda i pomodori è il primo anno che li piantiamo. Di conseguenza ci siamo basati su impianti visitati in altre aziende. Al momento ne abbiamo scelto un tipo da coltivare - il cuore di bue - che offre una buona qualità. Ma, anche in questo caso, in base ai risultati ottenuti, vedremo se modificare il percorso durante i prossimi anni”.  

LA VENDITA

Il 90% della produzione di fragole e pomodori la compra un commerciante della zona. La  parte rimanente viene venduta direttamente in azienda. I motivi per cui le persone dovrebbero comprare le colture dei fratelli Spada? “Innanzitutto - rispondono - arrivano dal territorio e non hanno effettuato viaggi di migliaia di chilometri. Sono buoni, belli e a prezzo. E poi li mangiamo noi: quindi, questa è la migliore garanzia per tutti i consumatori”.  

PROBLEMI E SODDISFAZIONI

Emiliano ed Ermanno: “I problemi sono legati soprattutto alle condizioni climatiche sempre imprevedibili. Le soddisfazioni le provi quando vedi le colture che crescono bene e quando i clienti ti dicono di aver comprato un prodotto buono. Questo ci ricompensa dei sacrifici e delle fatiche di almeno dieci ore di lavoro al giorno”.  

“Alle Istituzioni - sottolinea Emiliano - non abbiamo mai chiesto contributi, tanto non serve perché le aziende piccole non vengono aiutate”. Lui e il fratello Ermanno hanno rischiato e lavorando sodo stanno riuscendo a garantirsi un reddito dignitoso. Nelle prospettive future c’è l’ampliamento dell’azienda con altri prodotti, ma sempre sotto serra. Due ragazzi in gamba che sono tornati all’agricoltura in quanto solo così si sentono realizzati. Mentre i genitori li guardano orgogliosi per il loro impegno e la volontà di costruire qualcosa di importante.  

Sergio Peirone

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