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Agricoltura | 29 luglio 2019, 14:33

Ad Arguello nasce "Ritorno al futuro": si torneranno a coltivare 15 ettari di terreni abbandonati

Si tratta di un'associazione fondiaria di cui il Comune è uno degli 8 soci fondatori, che farà da regia e da garante

Ad Arguello nasce "Ritorno al futuro": si torneranno a coltivare 15 ettari di terreni abbandonati

Ad Arguello, in Alta Langa nasce "Ritorno al futuro", un'associazione fondiaria che mira al recupero dei terreni abbandonati in particolare sui terrazzamenti. È stato lungo il periodo di crescita ed elaborazione, partito con un primo convegno organizzato dall'Unione montana Alta Langa nel 2017, per proseguire con ulteriori appuntamenti nei quali Andrea Cavallero, docente dell'Università di Torino e promotore della legge regionale sulle associazioni fondiarie, ha aiutato il Comune cuneese.

"Queste associazioni, normate da una legge regionale, prima e unica in Italia, vengono costituite da un gruppo di proprietari terrieri che conferiscono i loro terreni abbandonati, gerbidi e incolti affinchè altre aziende agricole possano gestirle - spiega il sindaco di Arguello, Alessandro Fenocchio - Questa soluzione riduce il frazionamento, aumenta la dimensione aziendale, la sua efficienza economica, consente l'estensificazione produttiva per assicurare migliore qualità dei prodotti ottenuti e la sostenibilità dei processi agro‐pastorali e forestali attuati".

Un modello importante, secondo Uncem, in un territorio complesso e pieno di opportunità come quello dell'Alta Langa, dove vi è stata una tendenza molto forte negli ultimi anni a investire nella corilicoltura, con migliaia di ettari di nuovi noccioleti.


Ad Arguello, l'associazione "Ritorno al Futuro" può gestire circa 15 ettari di terreni fino a ieri abbandonati su un versante esposto a sud, sud‐ovest, completamente terrazzato con splendidi muri in pietra a secco. Il Comune di Arguello, che è uno degli otto soci fondatori, fa da regia e da garanzia in questo processo. "Perché - prosegue il sindaco - il Comune vuole essere una figura di garanzia e ha affrontato la spesa della nascita dell'Associazione in termini fiscali. Nulla viene addebitato ai soci e nulla verrà richiesto a chi eventualmente vorrà conferire i propri terreni. Si tratta di un'associazione senza fini di lucro, dove l'obiettivo è ottenere un maggiore valore del terreno conferito: un terreno coltivato, con strade accessibili, muri ripristinati e con una rete controllata per il deflusso delle acque piovane ha un valore superiore rispetto a un gerbido. I proprietari, che in un qualsiasi momento possono rientrare in possesso dei propri terreni, avranno dunque un valore aggiunto allo scadere del conferimento. Ci sono progetti e appositi bandi con i quali intendiamo agire sul territorio e auspichiamo sviluppi in termini economici, paesaggistici e turistici".

Sui terrazzamenti riuniti ci saranno nuovi vigneti e noccioleti, ma anche spazio a cereali, erbe aromatiche, pascoli. Una differenziazione sostenibile, ambientalmente ed economicamente, per un pezzo di Alta Langa che rinasce assieme a molti altri nei quali vi sono stati investimenti privati. Qui l'associazione fondiaria ridefinisce virtuosamente spazi e opportunità.


"Ho suggerito questa denominazione ai soci, Ritorno al Futuro, perché simpaticamente riassume quello che è il nostro sogno - sottolinea il primo cittadino - ritornare a gestire dei terreni coltivati per secoli è anche una forma di rispetto per le fatiche compiute nella realizzazione dei selciati e dei terrazzamenti, veri e propri monumenti che vanno ripuliti dai rovi e valorizzati come meritano".

Comunicato stampa

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