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Attualità | 27 luglio 2019, 18:46

Un anno di Inter Aequalis ad Alba: la bella avventura quotidiana di Livia, Davide, Ludovica e Sara

Una coppia di fidanzati alla loro prima convivenza e due ragazze con sindrome di Down e tanta voglia di autonomia, dallo scorso luglio vivono insieme in un alloggio in centro. Da qualche mese si è aggiunta anche Samuela. Ora si cercano nuovi candidati e nuovi sostenitori

I fidanzati Livia e Davide con Ludovica, Sara e Samuela

I fidanzati Livia e Davide con Ludovica, Sara e Samuela

Grande festa in terrazza martedì 23 luglio per i quattro coinquilini che, con famigliari, amici e condomini, hanno brindato insieme a un anno di Inter Aequalis, un innovativo progetto che propone la convivenza alla pari tra persone pronte per un’esperienza nel sociale e persone con disabilità desiderose di maggiore indipendenza e autonomia. Il progetto è promosso dalla cooperativa sociale Alice di Alba, in collaborazione con il Consorzio socio assistenziale Alba-Langhe-Roero, Soc Servizi Sociali distretto di Bra, l’associazione La Carovana, l’associazione di volontariato Lucio Grillo e il liceo scientifico L. Cocito, patrocinato dall’Asl Cn2 e co-finanziato dalla Fondazione Crt.

A marzo 2018 la cooperativa aveva lanciato le candidature e poco dopo i quattro sono stati selezionati per sperimentare per primi la convivenza. Livia e Davide sono due fidanzati che lo scorso anno hanno deciso che era tempo di andare a vivere insieme. Ludovica e Sara, hanno entrambe la sindrome di Down e hanno sempre vissuto con i loro genitori, ma tutte e due avevano voglia di avere una casa loro. Da qualche mese si è aggiunta anche Samuela che per ora, un giorno alla settimana, frequenta l’alloggio per un corso di cucina.

“E’ bello tornare a casa ed avere qualcuno ad aspettarti – raccontano Livia e Davide che hanno dato la loro disponibilità fino a dicembre 2019 -. Abbiamo pensato che fosse un bel modo per iniziare la nostra vita insieme e siamo molto soddisfatti della nostra scelta. Grazie a questo progetto si creano delle buone pratiche che possono diventare un valore aggiunto importante per la città di Alba”.

“Ci piace sentirci più libere e autonome ma anche stare in compagnia e poter creare nuovi legami – dicono Ludovica e Sara -. Dormiamo in alloggio la maggior parte della settimana. Durante il giorno impariamo a fare la spesa, a cucinare, a fare le pulizie”.

Ecco il video con le interviste ai protagonisti:

Tre operatori della cooperativa sociale Alice quotidianamente seguono le ragazze perché possano diventare sempre più indipendenti, dalla gestione del denaro, a fare una lavatrice, a rispettare i turni di pulizia e le regole della convivenza. Mensilmente ci si incontra anche con i genitori.

“Deve essere a tutti gli effetti una convivenza alla pari – spiega Emilianna Troiano, referente del progetto -. Stiamo già cercando nuovi candidati, conviventi e ragazzi con disabilità che abbiano voglia, per un anno, di creare queste famiglie allargate ma anche nuovi finanziatori. Per questo lanciamo un appello non solo agli sponsor ma anche a chi, con un piccolo gesto, abbia voglia di aiutarci ad offrire la possibilità ai giovani con disabilità del territorio di spiccare il volo e lasciare il nido dei genitori, per provare l’esperienza di vivere da soli”. Ad esempio, attraverso una raccolta fondi per un compleanno, un matrimonio o un’occasione speciale oppure scegliendo di fare una donazione al progetto al posto del regalo aziendale natalizio.

Sotto il profilo economico, infatti, con il contributo della Fondazione Crt si è potuto arredare l’appartamento e, per ora, per i giovani conviventi è previsto solo il costo di vitto e utenze, mentre per le persone con disabilità viene chiesto anche un contributo per l’affitto e per il supporto dell’operatore. L’obiettivo del progetto è quello di arrivare, in futuro, a convivenze in cui i protagonisti si assumano entrambi l’onere economico.


redazione

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