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Attualità | 27 luglio 2019, 10:15

Per Luigi Barbero terzo mandato alla guida dell’Atl albese: "Dalla fusione con Asti nuovi spazi di crescita per il turismo delle colline Unesco"

Fiducia unanime dagli oltre 150 soci del rinnovato ente di promozione: "Con l’integrazione importanti contaminazioni e un cartello eccezionale di eventi e proposte. Ora importante continuare a lavorare su nuovi mercati e segmenti, puntando alla qualità dell’offerta e dei visitatori"

Un turista al castello di Grinzane, simbolo del territorio Unesco (Foto "TuLangheRoero")

Un turista al castello di Grinzane, simbolo del territorio Unesco (Foto "TuLangheRoero")

C’è il definitivo completamento del processo di integrazione avviato lo scorso anno in cima all’agenda degli impegni di Luigi Barbero, appena confermato al timone dell’Atl Langhe Monferrato e Roero.

Dal 2013 alla presidenza dell’ente deputato alla promozione turistica nel fortunato comprensorio di Langhe e Roero, ora comprendente anche l’Astigiano, con la riunione tenutasi giovedì 25 luglio il direttore dell’Ascom braidese ha raccolto la seconda conferma nell’incarico da un’assemblea che proprio la recente fusione ha portato a superare la significativa quota di 150 soci tra pubblici e privati, a fronte della novantina provenienti dai soli territori albese e braidese.

Una platea allargata, come allargata è la visuale con la quale, nell’attesa dell’ultimo passaggio procedurale della fusione (previsto a giorni), la rinnovata Atl guarda ormai alla promozione della nostra risorsa turismo fuori dai confini delle colline Unesco. E come in significativa crescita sono gli altri numeri che caratterizzano questa nuova realtà: personale passato da 12 a 20 addetti, un budget che ormai supera i 2 milioni di euro l’anno, un movimento turistico forte di mezzo milione di arrivi e di un milione di presenze l’anno.

Rrinnovata fiducia che l'interessato ha accolto con spirito ovviamente positivo. "Certamente questa nuova conferma mi ha fatto grande piacere – spiega –, tanto più essendo arrivata all’unanimità dei voti e anche per bocca di tanti soci nuovi. Come ho già avuto modo di dire ho dato la mia disponibilità a iniziare questo terzo mandato fino al definitivo completamento del processo di fusione e di alcune altre importanti attività in corso da tempo. Dopodiché i soci valuteranno come proseguire questo importante percorso, se confermandomi per l’intero mandato triennale o scegliendo altre strade".  


Quella dell’unione con l’Astigiano si sta confermando la strada giusta per una nuova crescita del movimento turistico sulle nostre colline?

"Nel modo più assoluto. Anche l’assemblea di ieri è stata una testimonianza del grande entusiasmo e della consapevolezza del fatto che qui si sta costruendo qualcosa di nuovo e importante. Due territori di due diverse province che senza il minimo indugio si mettono insieme per creare una realtà nuova e più forte. Anche le modalità con cui questo matrimonio è avvenuto sono uno stimolo a proseguire al meglio per il futuro".

Operativamente su quali obiettivi concreti si sta lavorando?

"Sul tavolo ci sono progetti diversi e tutti importanti, finalizzati al consolidamento di un’attività ambiziosa, che in questi ultimi anni ha già raggiunto livelli molto alti. In questo settore, come si dice, chi si ferma è perduto. Per questo siamo molto impegnati nella realizzazione di nuovi prodotti e nel miglioramento di quelli disponibili. Abbiamo la fortuna di poter disporre di una materia prima eccezionale: un’enogastronomia di altissimo livello, un distretto dei vini che ha pochi pari al mondo, un paesaggio riconosciuto dall’Unesco quale patrimonio mondiale dell’Umanità. Sta a noi migliorare sempre di più nell’offerta legata a questi atout, lavorando per attrarre target e segmenti nuovi: il mercato junior, il segmento luxury, il turismo d’impresa nel settore food, quello legato all’outdoor e alla cultura. Puntare a una nuova crescita legata non tanto ai numeri, sempre importanti, ma alla qualità dell’offerta e dei visitatori, puntando a un turismo responsabile, che sia preparato al luogo che visita".

In questo senso fare squadra con Asti ci aiuterà.

"Sicuramente. L’integrazione è già stata avviata e proseguirà nei prossimi mesi con un’importante contaminazione di professionalità ed esperienze, e con l’arrivo di figure dal livello professionale molto elevato. Alle nostre grandi manifestazioni, come la Fiera del Tartufo e Cheese, possiamo già oggi affiancare un’offerta di grande caratura sia sotto il profilo degli eventi – con la Douja d’Or, il Palio di Asti, le Sagre astigiane, per dire solo delle principali –, sia guardando a un’offerta culturale di grande ricchezza. Parliamo di un bouquet di proposte formidabile, un cartello eccezionale, che sta già raccogliendo grande interesse anche all’estero e che potremo meglio sostenere anche grazie all’importante forza d’urto consentita dalle economie di scala che abbiamo ricavato".

L’unione fa la forza, quindi.

"Esattamente. E’ un’operazione di cui siamo molto contenti e per la quale bisogna ringraziare la lungimiranza della Regione e di tutti gli amministratori pubblici e privati che, senza invidie e senza preconcetti, hanno creduto nell’importanza di questo passo. Ci vorrà qualche mese e anno, ma siamo sicuri che porterà a risultati significativi".

Ezio Massucco

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