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Agricoltura | 26 luglio 2019, 07:30

C’è il Decreto ministeriale per la revisione delle macchine agricole, ma continuano a mancare le norme attuative

A lanciare l’allarme è Luca Crosetto: presidente dell’Associazione Revisori Produttori Macchine Agricole (Arproma) della “Granda” e di parte del Piemonte, federata a Confartigianato. “Si tratta - afferma - di un’altra proroga con la quale la scadenza viene spostata per l’ennesima volta: ormai la terza o la quarta. Anche in questo documento non si dice chi deve occuparsi del lavoro e come va fatto. In più si è aggiunta la criticità di dover revisionare tutte le macchine immatricolate prima del 1983 entro il 30 giugno 2021. Sono milioni di mezzi e la data è impossibile da rispettare”

Il ministro delle Politiche Agricole, Centinaio, e il presidente Arproma, Crosetto

Il ministro delle Politiche Agricole, Centinaio, e il presidente Arproma, Crosetto

I ministri delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali, Gian Marco Centinaio, e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, hanno firmato il Decreto di revisione generale delle macchine agricole e operatrici. Per i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 1983 va effettuata entro il 30 giugno 2021; per quelli immatricolati dal 1º gennaio 1984 al 31 dicembre 1995 la data è il 30 giugno 2022; per quelli immatricolati dal 1º gennaio 1996 al 31 dicembre 2018 la scadenza è il 30 giugno 2023; per quelli immatricolati dopo il 1º gennaio 2019 la revisione deve essere fatta al quinto anno entro la fine del mese di prima immatricolazione.  

“Ci siamo impegnati - spiega Centinaio - e abbiamo ascoltato le richieste di tutto il comparto, dei contoterzisti e degli agricoltori. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto costituisce un importante tassello per il mondo rurale: infatti, si pongono le basi per un’agricoltura efficiente partendo, innanzitutto, da un’agricoltura sicura”.

In particolare? “Abbiamo concesso la proroga della revisione così da garantire migliori controlli nella sicurezza del parco macchine per un settore condizionato spesso da dispositivi obsoleti. Il rilancio del comparto riguarda anche la sicurezza degli operatori”.

Il documento è scaricabile dal link (clicca qui).

Dunque, tutto bene? Non proprio. Abbiamo chiesto il parere sul tema a Luca Crosetto: presidente della Confartigianato Imprese provinciale e dell’Associazione Revisori Produttori Macchine Agricole (Arproma) della “Granda” e di parte del  Piemonte, che è federata alla stessa Confartigianato. “Purtroppo - sottolinea Crosetto - si tratta di un’altra proroga con la quale la scadenza viene spostata per l’ennesima volta: siamo ormai alla terza o alla quarta”.

Qual è il problema? “La Legge c’è, però i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni non hanno mai provveduto ad emanare i decreti attuativi delle norme generali. In sostanza, fornire le indicazioni di chi deve svolgere le revisioni e con quali modalità. Ad esempio, possono farlo i centri di revisione o anche i tanti meccanici del mondo rurale che hanno, comunque, le necessarie competenze per occuparsene? Un gran calderone sul quale non ci si mette d’accordo. E, poi, il trattore bisogna farlo frenare sui rulli o con un altro sistema? Non esistono i dettagli sul come operare nel concreto. Di conseguenza, la data delle revisioni viene continuamente spostata in avanti in quanto i ministeri competenti non riescono a trovare delle soluzioni”.

E non solo. “Infatti. L’enorme criticità di quest’ultima proroga è che tutte le macchine immatricolate prima del 1983 dovrebbero essere revisionate entro il giugno 2021. Un’operazione praticamente impossibile dal punto di vista pratico, in quanto si tratta di milioni di mezzi che, essendo anche vecchi, hanno molti problemi da mettere a posto. In ogni caso, però, è una situazione da sanare”.

Cosa state facendo per porvi rimedio? “Come Arproma Confartigianato abbiamo segnalato le difficoltà e chiesto ai ministeri di rivedere l’impostazione dell’ultimo Decreto. Dando delle scadenze diverse e più prolungate nel tempo: prima i trattori che forse hanno le maggiori necessità di revisione; dopo, le macchine semoventi come i carri della raccolta frutta, le trinciatrici, le trebbiatrici; infine, le macchine operatrici tipo le rotopresse o i rimorchi”.

Cosa vi attendete? “Ci auguriamo che, nei prossimi mesi, esca un nuovo provvedimento in cui ci siano i decreti attuativi ottenuti mediando delle soluzioni capaci davvero di mettere tutti d’accordo. Attraverso il buon senso. E dopo bisogna avere il coraggio di far partire le revisioni. Perché vanno effettuate, ma con delle regole chiare e un percorso sostenibile. Senza vessare chi utilizza le macchine con imposizioni difficilmente applicabili”.           

Sergio Peirone

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