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Cronaca | 19 luglio 2019, 20:00

Uova al Fipronil, prosegue il processo nei confronti di un allevatore di Sommariva Perno

L’imputato ha chiesto e ottenuto il rito ordinario, rivendicando la propria estraneità alla vicenda. "Il valore dell’antiparassitario rivelato fu molto basso, tale da non portare rischi per la salute umana"

Uova al Fipronil, prosegue il processo nei confronti di un allevatore di Sommariva Perno

E’ proseguito con l’udienza celebrata ieri, giovedì 18 giugno, il primo processo aperto sugli esiti delle verifiche che nel settembre 2017 i carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni (Nas) di Alessandria compirono in provincia di Cuneo, accertando come anche la Granda fosse interessata dal caso delle uova al Fipronil: uno scandalo che, partito dall’Olanda, toccò diversi Paesi europei, e tra questi l’Italia, portando a verificare un diffuso utilizzo dello stesso antiparassitario in concentrazioni superiori a quelle consentite dalla legge, con funzioni di disinfettante.

Nella nostra provincia le indagini toccarono un totale di sette allevamenti, tra Sommariva Perno, Mondovì, Fossano e Cuneo, portando alla distruzione di 2 milioni di uova e di 200mila galline, con sei aziende costrette a ritirare i propri prodotti dal mercato.

Nel giugno scorso in Tribunale ad Asti (pubblico ministero Francesca Denti, giudice Beatrice Bonisoli) si è aperto il procedimento a carico di S. R., contitolare dell’allevamento di Sommariva Perno, e di P. F., veterinario di Cesena, a sua volta titolare di un’azienda agriavicola. I due sono accusati di contravvenzioni alimentari e del reato di frode in commercio.
 
Nella prima udienza il veterinario emiliano, tramite il proprio difensore, l’avvocato Massimiliano Starni del foro di Forlì, aveva chiesto di avvalersi dell’istituto della "messa alla prova". Un’istanza ora accolta dal giudice, che ha stralciato la sua posizione rinviandone l’esame al prossimo 19 dicembre, per consentire all'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (Uepe) di Cesena-Forlì di elaborare un adeguato programma di trattamento.  

L’imputato roerino ha invece optato per il rito ordinario, ritenendosi innocente ed estraneo alla vicenda. L’esame della sua posizione è stato rinviato al prossimo 16 gennaio, quando saranno sentiti i testimoni dell’accusa: i veterinari del Servizio Asl Cn2, i funzionari del dipartimento Tutela e Vigilanza Nord Ovest dell’Arpa, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, e i Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione di Alessandria. Se ci sarà tempo nella stessa udienza verrà sentito anche l'imputato, mentre i testi della difesa verranno ascoltati in altra data.

"Da anni – dichiara l’avvocato albese Roberto Ponzio, difensore di S. R. – la società agricola di cui il mio assistito è contitolare si era avvalsa della consulenza medica e veterinaria del coimputato, che ha anche fornito il disinfettante. Non c’era pertanto nessuno motivo per dubitare della liceità del prodotto. Va anche ricordato che il valore analitico di Fipronil rivelato fu molto basso, tale da non portare rischi per la salute umana e non idoneo a entrare nel ciclo alimentare delle galline ovaiole".

Ezio Massucco

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