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Cronaca | 18 luglio 2019, 17:43

Processo contro l’ex sindaco di Argentera accusato di turbativa d’asta

Il difensore della moglie di Giavelli: “Quegli appalti non hanno minimamente intaccato il bilancio comunale”

Il municipio di Argentera

Il municipio di Argentera

In tribunale a Cuneo continuano le arringhe difensive nel processo che vede imputati per turbativa d’asta ex sindaco Arnaldo Giavelli con la moglie e il suocero e un’imprenditrice di Moiola.

Secondo l’ipotesi d’accusa alcune gare sarebbero state “truccate” per favorire le ditte “di famiglia” di Giavelli. Fra queste c’era anche la gara indetta dal Comune di Argentera nel 2014, del valore di circa un milione di euro, nell'ambito del programma “6.000 Campanili” per il finanziamento di opere infrastrutturali nei piccoli comuni, vinta da una Associazione Temporanea di Imprese costituita dalla ditta di E.D., la moglie e dal suocero dell’ex primo cittadino e da un’impresa di Moiola.

Il pm Alberto Braghin ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione per Giavelli, a 1 anno e 6 mesi per la moglie e il suocero. Altra condanna richiesta è quella di F. C., imprenditrice di Moiola che costituì l’Ati.

Durante una verifica fiscale una segretaria dell’imprenditore di Montanera G. M. fu trovata con alcuni documenti in mano, fra cui un foglio del bando “6.000 campanili” con l’annotazione di una percentuale che per l’accusa sarebbe stata vergata da E.D.. Per il pm sarebbe stato il ribasso che M. avrebbe applicato nella gara, aggiudicata all’Ati di E.D. e F.C..

L’avvocato Stefano Campanello, difensore della moglie di Giavelli: “Il documento proviene dagli uffici di M. che una dipendente cercava di portare via: è stato dato per scontato che provenisse da E.D.. Perché lo si dovrebbe attribuire a lei? La perizia grafologica non è riuscita a dimostrare che la scritta fosse di sua mano”.

Con riguardo al dissesto finanziario in versa il Comune di Argentera: “Tutto questo non è costato un soldo all’amministrazione, erano soldi statali. L'origine del dissesto non ha nessun fondamento nei fatti in causa, lo ha confermato il commissario prefettizio: questi appalti non hanno minimamente intaccato il bilancio comunale”.

Sentenza il 16 ottobre.





Monica Bruna

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