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Curiosità | 11 luglio 2019, 16:06

Il gracidio delle rane disturba il sonno degli abitanti di Cavallermaggiore

Lamentele dai residenti di via Sobrero per l'eccessivo rumore provocato nelle ore notturne dai piccoli anfibi che popolano la bealera che attraversa l'abitato. Il sindaco Sannazzaro: "Ci stiamo attivando per trovare una soluzione"

Immagine di repertorio

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Ancora grane legate al mondo animale, per il Comune di Cavallermaggiore. Dopo il caso della cicogna che aveva preso dimora presso la torre civica, ad animare il dibattito cittadino sono oggi le rane. Da oltre un mese, infatti, i residenti nella zona di via Sobrero faticano a dormire, lamentando il forte gracidio nelle ore notturne. Non mancano le segnalazioni ai Vigili del Fuoco, chiamati a intervenire in più di un’occasione, così come il sindaco Davide Sannazzaro.

Il problema perdura da qualche tempo, indicativamente da quando è iniziata la grande calura di questa estate. Da un lato, l’afa che impone finestre aperte anche di notte alla ricerca di fresco; dall’altro, la vegetazione rigogliosa che interessa la bealera che attraversa l’abitato, habitat naturale ideale per accogliere i piccoli anfibi, con il loro canto notturno molesto. Una combinazione che sta creando più di un disagio ai residenti.

“Accade che, in certi momenti, il corso d’acqua che attraversa Cavallermaggiore rimanga senz’acqua, determinando un intensificarsi del gracidio delle rane – afferma Sannazzaro –. Esiste effettivamente un problema relativo alla portata di questo canale, di competenza del Consorzio Irriguo Bealera dei Molini di Cavallermaggiore, il quale è autorizzato dalla Provincia di Cuneo alla derivazione di acqua pubblica dal Torrente Mellea. Stiamo andando avanti a colpi di ordinanza, per far sì che la bealera sia sempre piena. Abbiamo provato anche ad aumentare la portata dell’acqua, per provare a spazzare via le nidificazioni e per stemperare il gracidio”. Già in una precedente delibera comunale, infatti, era stato disposto che almeno 300 l/s vengano sempre garantiti per tutto l’anno, al fine di assicurare un minimo passaggio di acqua nella bealera stessa che attraversa la città, per motivi igienici, di decoro urbano e di salvaguardia della fauna e della flora.

I residenti, per risolvere il problema, richiedono una pulizia dell’alveo. “Non sono sicuro che serva – prosegue il primo cittadino –. Ci stiamo comunque attivando per trovare una soluzione e stiamo svolgendo un’indagine per capire come intervenire, anche dal punto di vista legislativo, Una cosa certa è che non posso multare una rana per disturbo della quiete pubblica…”. Ironia a parte, Sannazzaro garantisce l’impegno dell’Amministrazione comunale per porre rimedio alla fastidiosa situazione, per tornare a offrire ai suoi concittadini sonni più tranquilli.

P.R.

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