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Attualità | 03 luglio 2019, 11:24

In silenzio per Carola Rackete e contro la politica dei porti chiusi: ad Alba il pacifico sit-in promosso dai giovani di Azione Democratica

Prima della liberazione dell'attivista Sea-Watch la manifestazione andata in scena in piazza Duomo. "L’importante è dimostrare che c’è un altro Paese che non ci sta, che sta dalla parte dei diritti dell’uomo"

In silenzio per Carola Rackete e contro la politica dei porti chiusi: ad Alba il pacifico sit-in promosso dai giovani di Azione Democratica

Porti chiusi? Non in mio nome". Scritto sui cartelli esibiti in piazza dalle attiviste delle Donne in nero contro la guerra, lo slogan ben sintetizza lo spirito della pacifica manifestazione andata in scena nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 2 luglio, di fronte al municipio di Alba: luogo scelto dai giovani di Azione Democratica Albese come sede del sit-in organizzato per esprimere la solidarietà degli albesi alla onlus tedesca Sea-Watch e alla capitana Carola Rackete, al centro di un caso che ha riportato al centro del dibattito nazionale i temi dell’immigrazione e degli sbarchi, delle istanze correlate ai concetti di confini e sovranità statale e di quelle proprie invece del diritto umanitario, della solidarietà, della contrarietà ai muri che dividono i popoli e all’obbligo morale di non negare soccorso a chi rischia la vita per la ricerca di un futuro migliore.  

Un centinaio le persone radunatesi in piazza Risorgimento, dove insieme ai giovani di Ada e alle Donne in Nero si sono viste anche le bandiere della Cisl e i consiglieri comunali di minoranza Alberto Gatto, Fabio Tripaldi e Rosanna Martini, tutti partecipi del simbolico silenzio scelto come attestazione di solidarietà alla giovane attivista tedesca e alla sua scelta di sfidare le autorità italiane per mettere in salvo i 40 profughi soccorsi in mare con la sua nave.

"Una partecipazione comunque positiva – spiega all’indomani della manifestazione Edoardo Bosio, tra i promotori del sit-in –. Ma, come già detto anche ieri, per noi non era fondamentale contare quanti fossimo alla fine in piazza, ma dimostrare che ci siamo, che c’è un altro Paese che non ci sta, che sta dalla parte dei diritti dell’uomo".

Durante la manifestazione gli stessi concetti erano stati enunciati da Damiano Marello, che ai presenti ha ricordato anche come Alba sia "pronta a tornare in piazza se ci sarà un altro caso Sea-Watch".

Poco più di un’ora dopo, la notizia della liberazione di Carola Rackete, il cui arresto non è stato convalidato dal Gip di Agrigento.

Ezio Massucco

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