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Agricoltura | 27 giugno 2019, 07:50

La Coldiretti Piemonte contro le agromafie: "Aggiornare urgentemente la normativa"

Aumentano le frodi alimentari e si ricorre a nuovi sistemi d'indagine con una vigilanza più stretta sui cibi low cost e sulle importazioni; Moncalvo e Rivarossa:

Foto da pixabay

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Con il volume d’affari annuale delle agromafie che è salito a 24,5 miliardi di euro con un balzo del 12,4% nell’ultimo anno è importante realizzare la riforma dei reati in materia agroalimentare per aggiornare le norme attuali, risalenti anche agli inizi del 1900.

E’ quanto afferma Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per la decisione del ministro della giustizia Alfonso Bonafede di chiedere la collaborazione di Giancarlo Caselli e dell'osservatorio agromafie per procedere alla revisione delle leggi in materia.

L’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite - sottolineano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale - con nuovi sistemi di indagine ed un aggiornamento delle norme penali. La filiera del cibo, dalla sua produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita, ha tutte le caratteristiche necessarie per attirare l'interesse delle organizzazioni malavitose. Occorre vigilare sui cibi low cost dietro i quali spesso si nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi. E’ necessario, quindi, controllare affinché tutti i prodotti che arrivano sulle nostre tavole, provenienti dall’interno o dall’estero dei confini nazionali, rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro agli alimenti in vendita sugli scaffali o serviti al ristorante, ci sia un percorso di qualità e legalità”.         

comunicato stampa

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