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Scuola e corsi | 23 giugno 2019, 14:15

Esame di Stato 2019, questione di prospettiva: Immaturi

E' giusto che il periodo di conclusione della scuola secondaria abbia quest’aura “leggendaria”: è un primo passo verso il resto della vita che, fidatevi di uno stupido, vi riserverà prove molto più dure e complesse

Esame di Stato 2019, questione di prospettiva: Immaturi

“Immaturi” è un film italiano del 2011 scritto e diretto da Paolo Genovese. Famosissimo nella sua premessa di base il film vede i 26 alunni di una classe romana che hanno affrontato l’Esame di Stato nel 1972 costretti – per una bega puramente burocratica del Ministero – a doversi sottoporre di nuovo alla prova; tra ricordi d’adolescenza e rimpianti, tutti i 6 protagonisti veri e propri si troveranno a riconsiderare le proprie vite presenti, passate e future proprio prima dell’incombenza scolastica.

Anche quest’anno – in provincia Granda come in tutta Italia – è tempo di Esame di Stato. Un periodo che non sono mai riuscito a comprendere appieno nemmeno mentre lo vivevo di persona, ammantato di un’aura epica e romantica probabilmente per ragioni che non hanno del tutto a che fare con l’esame in sé e per sé.

Insomma è un momento importante senza dubbio, il passaggio ideale dalla “scuola dell’obbligo” a un concetto di istruzione completamente differente e più adulto e maturo – se non la porta, direttamente, per il tanto famigerato mondo del lavoro - , ma qualunque siano le scelte che gli alunni decideranno di assumere da settembre in avanti sarà soltanto il primo della proverbiale schiera infinita di esami da affrontare.

E “Immaturi” - pellicola non più molto recente ma di successo, ripresa poi con un sequel e una serie “reboot”, entrambi non particolarmente fortunati – mostra proprio questo allo spettatore, quanto il periodo della Maturità sia in realtà un gigantesco “acceleratore emozionale” come qualunque altro spartiacque nelle nostre vite, dove tutta la pressione psicologica ed emotiva dell’adolescenza raggiunge (finalmente) il punto di rottura.

Nella pellicola – commedia godibile ma senza particolari sprazzi – i protagonisti si trovano a fare i conti, proprio grazie all’espediente della ripetizione dell’Esame di Maturità, con il rapporto tra la loro vita present e l’idea che da adolescenti avevano del proprio futuro: rapporti di coppia, rapporti famigliari, amore, lavoro, soldi, successo, tutto ciò che hanno e che sono a confronto di ciò che avrebbe voluto avere, fare ed essere.

La giusta prospettiva, insomma, per poter (intenzionalmente) migliorare la propria vita. Quella che chi l’Esame di Stato lo sta affrontando in questi giorni non può – necessariamente – avere.

Per questo è giusto che il periodo di conclusione della scuola secondaria abbia quest’aura “leggendaria”: è un primo passo verso il resto della vostra che, fidatevi di uno stupido, vi riserverà prove molto più dure e complesse. Quindi godetevi questi giorni, per come potete e riuscite, perché alla fine del viaggio vi meritate di aggiungerli alla lista dei “ricordi buoni” invece che a quella dei “ricordi cattivi”.

simone giraudi

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