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Agricoltura | 19 giugno 2019, 07:45

A Roccaforte Mondovì si presenta il progetto di recupero e di rilancio dell’antica segale. Lo ha sviluppato l’Università di Torino (FOTO)

La serata è in programma venerdì 21 giugno, alle 20.45, nella Sala consiliare del Comune. Sono invitati a partecipare tutti gli agricoltori delle vallate cuneesi che già coltivano il cereale o sono interessati a farlo. In montagna la coltura era di vitale importanza per il mondo contadino di un tempo. La sua granella, infatti, veniva utilizzata nell’alimentazione e la paglia serviva per la copertura dei tetti delle case

Il taglio della segale in modo tradizionale

Il taglio della segale in modo tradizionale

Venerdì 21 giugno, alle 20.45, nella Sala consiliare del Comune di Roccaforte Mondovì è in programma la presentazione di “Secnalp-Recupero e Salvaguardia della Antica Segale (Secale cereale) delle Alpi Cuneesi”. Un progetto ideato e sviluppato dai Dipartimenti di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (Dibios) e di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari (Disafa) dell’Università di Torino. La serata, dal titolo “Il ritorno della segale”, è stata promossa dal Comizio Agrario di Mondovì, dal Circolo Aurora e dal Comitato “Ama il tuo Paese”, con il patrocinio del Comune di Roccaforte. Sono partner dell’iniziativa il Centro Regionale per la Biodiversità Vegetale di Chiusa Pesio, l’Ecomuseo della Segale di Sant’Anna di Valdieri e il Consorzio Prodotti Tipici Alta Valle Tanaro.  

Alla serata sono invitati a partecipare tutti gli agricoltori delle vallate cuneesi interessati al progetto che già coltivano il cereale o sono intenzionati a farlo.

Dopo l’introduzione dei lavori da parte del sindaco di Roccaforte, Paolo Bongiovanni, la tavola rotonda di illustrazione del percorso progettuale, moderata dal direttore del Comizio Agrario, Attilio Ianniello, vedrà la presenza di alcuni prestigiosi relatori: Marco Mucciarelli del Dibios; Michele Lonati e Andrea Cavallero del Disafa; Federico Francesco Ferrero, medico chirurgo, nutrizionista, giornalista, foodteller, vincitore di MasterChef 3,  e Carlo Banchini del Comitato “Ama il tuo Paese”.

Un tempo, la segale è stata una coltura di vitale importanza per il mondo agricolo della montagna: la sua granella, infatti, era utilizzata come prodotto base dell’alimentazione, ma la paglia serviva nella copertura dei tetti delle case.

Per recuperare quelle tradizioni, anche dal punto di vista culturale, il progetto si pone diversi obiettivi.

Come il rivalutare e rilanciare l’antico cereale delle valli cuneesi e il contesto vegetativo in cui è stato coltivato nelle sue diverse specie, scongiurandone la perdita di valore e l’impoverimento delle varietà.

Poi, identificare il profilo genetico delle stesse specie di segale alpine della provincia “Granda” con l’obiettivo di caratterizzarle a livello agronomico e genetico, consentendone la tracciabilità.  

Quindi, associare le caratteristiche agronomiche e biologiche di queste varietà locali a specifiche aree ambientali con l’obiettivo di consentire degli interventi di sostegno per diffondere di nuovo la coltura in modo mirato e con una maggiore possibilità di successo produttivo.

Inoltre, valorizzare a livello agronomico e genetico il materiale autoctono per la produzione di prodotti tipici a tutela delle tradizioni locali e per incrementare la biodiversità dei luoghi.

E ancora rendere liberamente disponibile la segale delle Alpi cuneesi ai coltivatori e ai custodi che hanno aderito al progetto.

Poi, mantenere attiva la presenza dell’uomo in ambiti nei quali le conseguenze del loro abbandono sarebbero gravissime sul paesaggio montano.

Infine, favorire l’utilizzo del cereale da parte di piccole-medie attività imprenditoriali della zona come aziende molitrici, panificatori, biscottifici, artigiani che operano nel settore dell’arredo e per la produzione di materie prime bioedili.

Dicono gli organizzatori dell’iniziativa: “Il progetto è davvero interessante. Alla serata  parteciperanno i rappresentanti delle organizzazioni di tutte le vallate cuneesi in cui piantare la segale era una tradizione consolidata. L’iniziativa ha l’obiettivo di creare una rete di agricoltori interessati a riproporre e rilanciare il cereale”.

I passi futuri? “Dopo la presentazione ci sarà un lavoro portato avanti dall’Università e da tutti gli attori coinvolti per capire quali potrebbero essere le varietà da inserire nelle nostre vallate. La coltivazione della segale, infatti, è legata al fatto che poi sia remunerativa per chi la pratica. Roccaforte è uno dei Comuni da cui è partita la volontà di recuperare l’antico percorso produttivo. Adesso siamo all’inizio. Dopo ci attiveremo per rendere operativi gli aspetti concreti della coltivazione”.      

Sergio Peirone

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