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Politica | 17 giugno 2019, 07:33

Fossano, che ci faceva Davide Sordella al comizio finale di Dario Tallone?

Il centrosinistra, nel leccarsi le ferite, cerca le cause di una sconfitta che lo ha visto arrivare al voto diviso e impotente. In questo clima di rimpallo di responsabilità, la presenza del sindaco uscente al comizio di quello che sarà il suo successore, a fianco di Calderoli e Gancia, alimenta sospetti di “intelligenza col nemico”

Sordella al comizio di Tallone, insieme a Roberto Calderoli

Sordella al comizio di Tallone, insieme a Roberto Calderoli

Si suole dire che la vittoria ha tanti padri mentre la sconfitta è sempre orfana.

Fondamentalmente è vero.

Ma quando, come nel caso di Fossano, il centrosinistra cerca la ragione di una sconfitta bruciante, deve realizzare che le motivazioni sono tante e che imputarla esclusivamente all’onda leghista non basta.

Anche perché altri due centri della Granda, Saluzzo e Bra, l’onda hanno saputo contenerla e batterla.

Oltre alla conclamata spaccatura tra gli assessori Paolo Cortese e Cristina Ballario (entrambi candidati sindaci per il centrosinistra), alcuni indicano anche, tra le cause della sconfitta, la scelta tardiva del sindaco uscente Davide Sordella, che avrebbe lasciato il centrosinistra in braghe di tela.

Dario Tallone, leghista, candidato sindaco del centrodestra, e il suo mentore, Giorgio Maria Bergesio, hanno avuto relativamente buon gioco ad arringare le piazze con toni aspri, probabilmente i più salviniani usati in questa campagna elettorale nel Cuneese, ai quali la maggioranza uscente non ha saputo (o voluto) replicare a tono.

Lo slogan “LiberiAmo Fossano” – che avrebbe dovuto far accapponare la pelle agli eredi di Beppe Manfredi – per quanto hard ed iperbolico si è rivelato efficace.

Ora, ovviamente, mentre ci si lecca le ferite, si cercano capri espiatori per motivare una dèbacle che non ha precedenti.

E le piccole, grandi perfidie – come sempre succede in queste circostanze – non mancano.

Qualcuno tira in ballo proprio Sordella ricordando che non fu scelta felice quella di affidare l’eredità di Francesco Balocco a chi aveva curato l’immagine (fosse pure per ragioni professionali) alla presidente leghista della Provincia Gianna Gancia.

Ed ecco che la sua presenza al comizio finale di Tallone, venerdì sera 7 giugno, presenti, oltre alla Gancia il di lei coniuge Roberto Calderoli, rinfocola i sospetti.

Alcuni hanno considerato: come può Sordella giustificare la sua presenza ad una manifestazione leghista come rappresentanza istituzionale, quando il suo assessore, Paolo Cortese, sta affrontando un duello mortale?

Che Davide Sordella fosse un esponente atipico del centrosinistra era risaputo. Lui stesso, del resto, non ne ha mai fatto mistero.

Il fatto che fosse a fianco di Calderoli e Gancia ha dato la stura alla stagione dei veleni, al sospetto di “intelligenza col nemico”.

A Fossano, dove c’era un establishment ritenuto a prova di bomba (forse anche per questo Sordella era salito sul carro nel 2014) un geometra leghista “arruffapopolo”, su cui pochi alla vigilia avrebbero scommesso se non l’astuto senatore leghista di Cervere, ha fatto strame dell’intellighenzia cittadina e dei poteri forti a questa connessa.

Questo è il dato duro e crudo delle urne.

Il resto – a partire da quella che giornalisticamente potrebbe essere derubricata al più come “incauta presenza” - è gossip che attiene alla politica politicante.

Giampaolo Testa

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