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Cronaca | 10 giugno 2019, 11:03

Chiodi sul percorso del "Ceva Bike": tante forature, ma, per fortuna, nessun ferito

Probabilmente si è trattato di uno scherzo di cattivo gusto, che, però, avrebbe potuto avere conseguenze peggiori in caso di caduta dei partecipanti. Gli organizzatori: "Gesto inqualificabile"

Chiodi sul percorso del "Ceva Bike": tante forature, ma, per fortuna, nessun ferito

Se voleva essere uno scherzo, di certo non ha suscitato il riso sulle labbra di nessuno, tantomeno su quelle degli organizzatori del "Ceva Bike", che hanno etichettato l'accaduto come "inqualificabile".

D'altro canto, seminare chiodi sul tracciato di una pedalata cicloturistica non può essere interpretato come un emblema inattaccabile dell'intelligenza umana: è quanto è successo domenica 9 giugno sul tratto sterrato di una carreggiata pubblica che attraversa il territorio del Comune di Paroldo, dove una quindicina di partecipanti ha rimediato forature alle gomme delle proprie mountain bike.

Un danno materiale notevole, senza dubbio, ma fortunatamente di gran lunga inferiore rispetto alle conseguenze fisiche che avrebbero potuto rimediare i concorrenti in caso di caduta; sì, perché le "trappole" possedevano un coefficiente di pericolosità estremamente elevato, dal momento che si trattava di piccoli mazzi composti da tre chiodi ciascuno, tenuti insieme da una bella dose di silicone.

Gli organizzatori hanno denunciato l'accaduto con un post pubblico sul gruppo Facebook "Buongiorno, Ceva!", che proponiamo integralmente di seguito: "In occasione del 'Ceva Bike' che si è svolto stamattina (ieri, ndr) e che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, si è verificata una sgradevole sorpresa. Il percorso è stato 'minato' di oggetti pericolosi, non solo per le gomme delle biciclette! Non abbiamo aggettivi per descrivere quanto questo comportamento sia vergognoso! Nonostante tutto, volevamo ringraziare i presenti e scusarci per l'accaduto ai malcapitati, che hanno solamente forato"

Abbiamo raggiunto telefonicamente Enrico Stirianotti, anch'egli appartenente al comitato organizzatore, il quale ha commentato così l'episodio: "Siamo dispiaciuti per quanto successo, in quindici edizioni di 'Ceva Bike' non si era mai verificato nulla di simile. Non abbiamo attualmente intenzione di sporgere denuncia alle autorità competenti; tuttavia, desidero rimarcare gli aspetti positivi della nostra manifestazione, capace di far lavorare in squadra una quarantina di volontari, alcuni dei quali per un mese si sono dedicati alla pulizia dei sentieri e dei boschi. Abbiamo avuto un ottimo riscontro in termini di iscritti, molti dei quali si sono fermati con noi anche a pranzo e hanno assistito alla lotteria a premi finale".

Il riconoscimento più bello, però, era già stato assegnato prima dell'estrazione: l'incolumità collettiva.

Alessandro Nidi

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