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Attualità | 10 giugno 2019, 17:15

In tantissimi a Roreto di Cherasco per l’ultimo saluto a Lidia Nejrone: in una toccante lettera il commosso ricordo di amiche e colleghe

La donna ha pagato con la vita il suo gesto di solidarietà, riverberato con un’iniziativa a favore del centro antiviolenza sulle donne Emma di Torino, a cui saranno devolute eventuali offerte in sua memoria

Lidia con l'amica Alessandra, tra i firmatari della lettera in ricordo della compianta infermiera

Lidia con l'amica Alessandra, tra i firmatari della lettera in ricordo della compianta infermiera

Il funerale di Lidia Nejrone si è tenuto nel pomeriggio di sabato 8 giugno. La funzione religiosa è stata celebrata a Roreto di Cherasco, presso la parrocchiale di Maria Vergine Assunta, che venerdì 7 giugno ha ospitato anche il Rosario.

L’ultimo viaggio di Lidia è stato verso l’ara crematoria del cimitero di Bra, in viale Rimembranze, dove ha ricevuto l’ultimo saluto. Una morte assurda quella dell’infermiera 47enne, che si era fermata per prestare soccorso a un automobilista in panne. Ma è finita travolta da un’auto sopraggiunta sul posto.

Tutto è accaduto poco dopo la mezzanotte di lunedì 3 giugno sulla Strada Provinciale 165 detta “La Reale”, all’altezza del Foresto di Cavallermaggiore. A nulla sono purtroppo valsi i tentativi di rianimazione dei medici del 118. La donna ha pagato con la vita il suo gesto di solidarietà, che si è riverberato con un’iniziativa a favore del centro antiviolenza sulle donne Emma di Torino (www.emmacentroantiviolenza.com) a cui saranno devolute eventuali offerte in luogo dei fiori.

Numerose le testimonianze di cordoglio giunte ai familiari, alla mamma Anna Maria e al papà Giulio, con decine e decine i messaggi lasciati anche su Facebook da chi ha voluto ricordare l’amica scomparsa.

È il caso di Giorgia, Laura, Alessandra, Federica, Max, Lucia, Daniela, Vanda, Olga, Alessandra, Patrizia, Irma, Aneta e le colleghe, tutti uniti dalle stesse profonde parole: “Ciao Lidia, avremmo voluto ancora passare tanto tempo insieme a te, avremmo voluto dirti ancora tante cose. Ora possiamo solo dirti che ci manchi. Ci manca il tuo sorriso allegro e contagioso e il suono della tua risata; ci manca il tuo spirito di iniziativa nell’organizzare le nostre serate insieme; ci manca la tua precisione nel lavoro, comprese le volte che ci riprendevi se ritenevi che qualcosa non andasse bene e se pensavi che si potesse fare meglio; ci mancano le attenzioni che riservavi a ognuno di noi e ai pazienti sul lavoro; ci manca la tua schiettezza, a volte difficile da capire, ma sempre sincera; ci mancano i racconti dei tuoi viaggi e degli aneddoti buffi sulla piccola Daisy; ci manca la tua voglia di aiutare il prossimo, quella voglia che ti ha portata via da noi. Pensavamo non fosse possibile unirci ancora di più, ma il dolore di questo momento ci ha fatto capire che cosa siamo l’uno per l’altro. Noi sappiamo che tu ci sei vicina e che ci guarderai e guiderai nel nostro cammino, finché un giorno saremo di nuovo tutti insieme. Ti salutiamo con una citazione, tratta da una famosa canzone dei Nomadi: '… Voglio però ricordarti com’eri pensare che ancora vivi… voglio pensare che ancora mi ascolti e come allora sorridi' (Canzone per un’amica)”.

Silvia Gullino

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