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Agricoltura | 07 giugno 2019, 07:45

Cosa si attende la Cia-Agricoltori Italiani di Cuneo dalla nuova Amministrazione regionale

Il presidente e il segretario provinciale, Claudio Conterno e Igor Varrone, spiegano anche quali sono stati i pregi e i limiti della precedente Giunta alla guida del Piemonte

Il direttore e il presidente di Cia Cuneo, Igor Varrone e Claudio Conterno

Il direttore e il presidente di Cia Cuneo, Igor Varrone e Claudio Conterno

Domenica 26 maggio la Regione è andata al voto. Gli elettori hanno premiato la coalizione di centrodestra, mandando alla guida di Palazzo Lascaris, al posto del ricandidato Sergio Chiamparino del centrosinistra, il nuovo governatore: l’albese Alberto Cirio. Abbiamo chiesto alla Cia-Agricoltori Italiani della provincia di Cuneo cosa significherà il cambiamento per il territorio della “Granda” e quali sono stati i pregi e i difetti della precedente squadra al timone di comando del Piemonte. Hanno risposto il presidente, Claudio Conterno, e il direttore, Igor Varrone.  

Cosa vi attendete dalla nuova Amministrazione regionale? “Principalmente ci aspettiamo velocità di azione, sia nelle pratiche da svolgere che nel dialogo con i soggetti che chiedono un confronto e propongono stimoli. Come la nostra Associazione. In particolare, per il nostro comparto, oltre alla velocità di azione è indispensabile tendere alla qualità delle decisioni, che siano attente alle reali esigenze espresse dal mondo agricolo. Auspichiamo anche uno snellimento dei diversi iter nei quali il mondo rurale è coinvolto. Pur restando nelle procedure di controllo previste”.

Quali sono le priorità del territorio cuneese che intendete portare al tavolo del confronto? “Senza dubbio la Cia chiede che siano portati avanti i bandi capaci di offrire opportunità di finanziamenti alle aziende e vengano accelerati i tempi di erogazione dei contributi. Inoltre, l’agricoltura del nostro territorio ha bisogno di maggiore attenzione nella ricerca e nello sviluppo, per essere sempre più competitiva, qualificata e sostenibile. In parallelo, è urgente intercettare nuovi canali e nuovi mercati di vendita dei nostri prodotti nel mondo: l’offerta è molto ampia, ma dobbiamo cogliere le situazioni qualitativamente migliori. Una delle priorità contingenti resta comunque la diminuzione drastica della burocrazia, la quale produce lentezza e ritardi inutili. Il neo presidente Cirio ha di recente dichiarato una verità: la burocrazia, per le imprese, miete più vittime della crisi”. 

Cosa ha funzionato della precedente Amministrazione Chiamparino? “Abbiamo avuto un buon dialogo con l’Assessorato, sempre pronto a riceverci e ad ascoltarci, ma si è verificata purtroppo qualche dispersione e lentezza. Anche se con qualche fatica iniziale, il Programma di Sviluppo Rurale si è poi sviluppato come atteso ed è stata un’Amministrazione piuttosto vicina agli agricoltori e alla loro rappresentanza. Seppure con qualche limite”.

Su quali temi, invece, non ha dato risposte al mondo rurale? “I bandi pubblicati restano molto farraginosi e spesso di difficile applicazione. La burocrazia è uno scoglio molto importante da superare. Il fascicolo aziendale è stata una grande invenzione, ma va snellito e reso più fruibile. Una risposta è anche attesa rispetto alla garanzia della redditività in agricoltura, sulla quale la politica svolge un ruolo importante. Inoltre, ci sembra che si sia verificata una comunicazione difficile tra la politica e la parte di consulenza tecnica della Regione”.

Cosa proponete? “La nostra Associazione è disponibile al confronto e alla collaborazione attiva per migliorare le lacune e le mancanze da superare”.        

Sergio Peirone

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