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Cronaca | 04 giugno 2019, 14:54

Sms, note vocali e chiamate fino a 300 al giorno: impiegata lombarda a processo per stalking nei confronti della ex compagna cuneese

L’imputata si difende: “La nostra è stata una relazione burrascosa, ma non l’ho perseguitata”

Foto Max Pixel, di repertorio

Foto Max Pixel, di repertorio

Non è vero che io ero possessiva e lei subiva. Il nostro è sempre stato un rapporto burrascoso, con gelosie reciproche. Mi stupisce la sua ambivalenza: un giorno mi dichiarava amore eterno e il giorno dopo ero la peggiore delle donne”.

Sono le dichiarazioni spontanee rilasciate da una quarantenne impiegata lombarda durante l’ultima udienza in uno dei processi che la vede imputata con l’accusa di stalking e percosse davanti al tribunale di Cuneo. Ad accusarla è una trentenne costituita parte civile, residente in provincia di Cuneo.

L’impiegata è già stata condannata nello scorso mese di novembre da un giudice diverso a 2 anni e 6 mesi di reclusione, sempre per atti persecutori oltre a diffamazione aggravata e continuata nei confronti della sua ex.

La presunta vittima aveva raccontato di aver conosciuto l’ex compagna sui social, ma dopo poco erano sorti i problemi: “Ammise che era ossessivamente gelosa tanto che ogni volta che uscivo dovevo fotografare la persona con cui ero. Ricevevo fino a 300 fra note vocali, sms e chiamate al giorno, dicendo che ero una poco di buono. Mi seguiva ovunque andassi, ho dovuto chiamare i carabinieri 17 volte”.

Una condomina della presunta vittima ha riferito di aver notato un paio di volte, nel 2017, l’imputata “sdraiata nell’androne del condominio”: “Vidi anche una scritta perdonami ti amo’ sulla vetrata dell’ingresso’. La vicina mi aveva detto che la perseguitava e le dava fastidio”.

All'inizio non voleva sporgere denuncia perché minimizzava le cose accadute. A fine settembre 2017 temeva che la situazione peggiorasse e che succedesse qualcosa di irreparabile”, ha spiegato la psicoterapeuta della trentenne. “In seguito ci fu un periodo in cui era stata meglio, ma erano avvenuti episodi di una certa gravità che l’avevano riportata in uno stato quasi peggiore”.

Dopo la denuncia, il giudice aveva emesso il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex compagna: “Mi sono sempre attenuta alle misure cautelari imposte”, ha affermato l’imputata.

L’udienza è stata rinviata per la discussione.



Monica Bruna

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