/ Cronaca

Che tempo fa

Cerca nel web

Cronaca | 04 giugno 2019, 19:52

Bra, è morto Livio Cella, sopravvisse ai campi di concentramento nazisti

Aveva 97 anni e la sua testimonianza resta scolpita nel tempo e nei cuori di tutti

Livio Cella con il sindaco Bruna Sibille e l'assessore Fabio Bailo

Livio Cella con il sindaco Bruna Sibille e l'assessore Fabio Bailo

Un grave lutto ha colpito il nostro territorio: oggi è mancato, all'età di 97 anni, Livio Cella. Era uno dei pochissimi ancora in vita fra gli internati nei campi di concentramento tedeschi della Seconda Guerra Mondiale. Solo quaranta giorni fa, alla cerimonia del 25 Aprile, dallo scalone del nostro municipio ci leggeva con voce forte e nitida il proprio intervento contro la carneficina della guerra, di tutte le guerre. Lo ricordo con profondo dolore a nome di tutti i braidesi. Viva il 25 Aprile, viva la pace, viva l'Europa unita che ce l'ha assicurata dal 1945 ad oggi. Grazie Livio e riposa il sonno del giusto”. Così il sindaco di Bra, Bruna Sibille che ha scelto Facebook per esprimere il suo dolore per il triste lutto.

Soltanto pochi mesi fa, in occasione del 25 aprile, raccontò, con una lucidità davvero invidiabile, la sua drammatica storia vissuta durante la Seconda Guerra Mondiale in un discorso che terminò con l’auspicio che esperienze come la sua non si ripetessero più. Quella di Livio Cella è una vita che merita di essere raccontata e per farlo bisogna partire da lontano.

Classe 1922, allo scoppio della guerra si arruolò nei Carabinieri e fu inviato in Grecia. Riuscì a scampare a tre catture che lo hanno costretto a convivere con i pidocchi, la fame, il freddo. Per la sua scelta di non aderire alla Repubblica di Salò, fu trascinato nel campo di concentramento di Norimberga prima, di Waiden poi. E fortunatamente è sopravvissuto.

Ma le ferite dei ricordi rimasero aperte, vive, laceranti, indelebili. “ La libertà ha un valore fondamentale e deve appartenere a tutti. Io consegno la mia storia come eredità per le generazioni future. La memoria di poche fette di pane secco al giorno e della margarina, che qualche scienziato considerava sufficiente per vivere”. Disse.

Silvia Gullino

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium