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Agricoltura | 04 giugno 2019, 07:45

L’azienda Abbà’ di Centallo progetta e costruisce macchine agricole prestando molta attenzione all’ambiente (FOTO)

Fondata nel 1974 grazie all’ingegno di papà Giuseppe, appoggiato dalla moglie Lucetta, dal 2001 ne sono titolari i figli: Davide, 48 anni, perito meccanico, e Federica, nata nel 1979, diploma in ragioneria. Giuseppe dà ancora loro una preziosa mano. Ad aiutarli è un’affiatata squadra di otto giovani dipendenti. Vendono per scelta soprattutto sul mercato locale, anche per poter fornire la necessaria assistenza. Ma un 20% della produzione prende la strada dell’estero

Papà Giuseppe, Federica e Davide con l'affiatato gruppo di dipendenti

Papà Giuseppe, Federica e Davide con l'affiatato gruppo di dipendenti

A un paio di chilometri dal centro abitato di Centallo lungo la strada che porta a Tarantasca, in regione Brignola, spicca, in mezzo ai campi, una struttura ampia e moderna di 2000 metri quadrati tra gli uffici, il magazzino e i reparti di carpenteria, montaggio e riparazione. Con un migliaio di metri di piazzale.

E’ la sede dell’azienda Abbà snc, dove si progettano e si costruiscono macchine agricole: in particolare irroratrici utilizzate nei trattamenti dei cereali; atomizzatori impiegati nei frutteti e un tipo di pompa verticale che serve per “pescare” dai canali l’acqua necessaria all’irrigazione dei campi con il metodo a scorrimento.

Dal 2001, ne sono titolari Davide, 48 anni, perito meccanico,  e la sorella Federica, nata nel 1979, diploma in ragioneria. A dare loro ancora una preziosa mano c’è papà Giuseppe, 78 anni, che, insieme alla moglie Lucetta, è stato, nel 1974, l’ingegnoso fondatore dell’impresa. A cui si aggiunge un’affiatata squadra di otto giovani dipendenti: sei in officina e due in ufficio. La Abbà aderisce all’associazione di categoria Arproma, federata a Confartigianato.

Davide e Federica raccontano con entusiasmo contagioso la loro storia e la soddisfazione della scelta effettuata appena ottenuto il titolo di studio superiore. “Siamo praticamente nati qua - dicono - e, fin da piccoli, in casa si parlava spesso del lavoro e del settore agricolo al quale si fornivano le macchine. Le nostre estati, durante la pausa scolastica, le passavamo in azienda. Andavamo sovente insieme ai nostri genitori a promuovere le attrezzature in vendita nei mercati o alle fiere. E questo ci ha fatto crescere la passione per un mestiere che abbiamo subito sentito nostro”.

Anche la scelta del percorso di studi è stata “naturale”: infatti, Davide si è sempre occupato della parte tecnica e produttiva e Federica delle questioni amministrative.

Però, forse, il più contento di tutti è papa Giuseppe il quale, con la voce rotta dall’emozione, riesce appena a sussurrare la gioia che prova nel vedere i figli continuare un’attività iniziata e portata avanti con coraggio, impegno e sacrificio.    

DAL 1974 AL 2019: 45 ANNI DI LAVORO PER SODDISFARE LE ESIGENZE DEGLI AGRICOLTORI PIEMONTESI

Racconta papà Giuseppe: “Facevo l’agricoltore a Centallo. Poi, con mio fratello, ho aperto un negozio di antiparassitari a Cuneo in via Amedeo Rossi. Progettavo anche piccole macchine utilizzate per il diserbo nei campi. Nel 1970 abbiamo costruito il primo stampo per la campana diserbo e il primo ugello a ventaglio. Ma mese dopo mese le richieste aumentavano e gli spazi non erano più sufficienti per soddisfarle tutte. Allora, nel 1974, io e mia moglie abbiamo deciso di tornare nella vecchia cascina di Centallo, dove adesso c’è l’azienda, e ristrutturarla a officina per continuare l’attività. Oltre a realizzare macchine ci occupavamo delle riparazioni”.

Anno dopo anno, l’azienda di Giuseppe cresce. E arrivano i primi dipendenti. Poi, nel 1990 entra Davide e nel 1998 fa il suo ingresso Federica. Dal 2001 i titolari sono loro. L’attività diventa sempre più specializzata e tecnologica.

“Fin dall’inizio - spiegano Davide e Federica -  abbiamo rivolto la nostra attenzione alle esigenze degli agricoltori della provincia di Cuneo e del Piemonte. Costruendo macchine capaci di soddisfare nel modo migliore possibile le loro necessità. In base alle colture coltivate. Ad esempio, negli ultimi tempi è stata sperimentata un’irroratrice per i noccioleti: coltura in forte aumento soprattutto nella “Granda”. A volte si progetta proprio un prodotto nuovo, altre volte perfezioniamo e adattiamo quelli esistenti. Per verificarne la funzionalità svolgiamo delle prove direttamente in campo per ottenere un risultato finale soddisfacente. Abbiamo scelto di rimanere una piccola struttura aziendale proprio con l’obiettivo di poter dare un efficace servizio di assistenza e di riparazione. Infatti le nostre attrezzature, per le loro caratteristiche legate al tipo di lavoro che devono svolgere, richiedono una manutenzione poco costosa, ma abbastanza costante. E non è pensabile di percorrere 500 chilometri per sostituire due ugelli. In questo modo, invece, riusciamo a seguire con cura e attenzione i clienti. Intervenendo velocemente”.  

MA C’E’ ANCHE UN 20% DI EXPORT

La Abbà di Centallo, però, ha sviluppato anche un canale di export. Davide e Federica: “Abbiamo instaurato un rapporto con alcune grandi aziende che sono proprietarie di terreni all’estero dove le nostre macchine possono essere utilizzate. Esportiamo un 20% della produzione in Australia, Georgia, Serbia, Turchia e Sudafrica. In questi casi non possiamo garantire la manutenzione, ma forniamo tutta la consulenza necessaria per poterla eseguire. In ogni caso, poi, sono attrezzature molto particolari e specialistiche costruite ad hoc per le loro esigenze”.    

UNA GRANDE ATTENZIONE RIVOLTA ALL’AMBIENTE

Le macchine prodotte dalla Abbà servono sia alle aziende agricole convenzionali che a quelle biologiche. “Negli ultimi anni - sottolineano Davide e Federica - è cresciuta fortemente una nuova e giusta sensibilità ambientale che, sempre di più, fa scegliere di usare, nei trattamenti, sostanze naturali al posto di quelle chimiche. Da parte nostra abbiamo iniziato a costruire, già da parecchio tempo, attrezzature con soluzioni tecnologiche avanzate per tutelare la natura. E’ l’unica strada da seguire perché anche noi e i nostri figli viviamo in questo mondo da salvaguardare”.   

Nel concreto? “Sono macchine decisamente più performanti rispetto a quelle di qualche decennio fa. Ad esempio, attraverso ugelli particolari e le elettrovalvole si limitano e ottimizzano i trattamenti, in modo che il liquido irrorato sia di meno e vada a interessare solo la coltivazione e non l’ambiente circostante. Non ci sono più dispersioni e sprechi. Seguendo questa strada abbiamo ridotto notevolmente l’impatto ambientale”.

Ma non solo. “Rispetto a un tempo, adesso c’è molto elettronica nelle produzioni. Le macchine nuove, però è possibile aggiornare anche quelle vecchie, escono con dei computer abbinati grazie ai quali si possono impostare i litri da irrorare per ettaro e attraverso il satellitare avere sempre sotto mano i dati del dove il trattamento è stato effettuato e se l’operatore ha agito correttamente. In sostanza, si può conoscere il quadro completo delle azioni eseguite: un bel passo in avanti”.   

LA FILOSOFIA AZIENDALE

Davide e Federica: “Abbiamo puntato fin dall’inizio a creare una squadra affiatata di persone, privilegiando il rapporto umano. Infatti, solo un gruppo che opera in armonia può lavorare bene, essere vincente e portare a casa dei risultati positivi. Una scelta che, fino a ora, ha funzionato”.    

QUALITA’ E SICUREZZA DELLE MACCHINE PRODOTTE

“La qualità - osservano Davide e Federica - si ottiene costruendo macchine magari più complesse, ma più professionali e dotate di tutte le tecnologie necessarie. Perché l’agricoltura va in questa direzione. La sicurezza è fondamentale. Dal punto di vista di chi usa la macchina ci avvaliamo della consulenza di Arproma e dei tecnici del Cnr così da poter essere tranquilli del prodotto venduto.  Su quella legato all’aspetto ambientale siamo in contatto con l’Università di Torino dove si fanno le prove sugli ugelli per capire quanto è preciso e mirato il lavoro di irrorazione”.  

LE SODDISFAZIONI

Davide e Federica: “L’essere cresciuti come azienda, perché i clienti sono contenti del prodotto che vendiamo loro e dell’assistenza fornita. In tanti anni nessuno ci ha abbandonato. Così abbiamo capito che la strada intrapresa era quella giusta. Anche se si può sempre fare meglio e di più”.  

I PROBLEMI

“Senza dubbi la burocrazia - rispondono Davide e Federica -. Abbiamo delle persone in ufficio che, sovente, non riescono ad essere operative nel lavoro di contatto con i clienti in quanto sono impegnate a risolvere le questioni burocratiche. E poi noi siamo un centro nazionale abilitato al collaudo delle macchine. Un controllo funzionale necessario per garantirne la sicurezza e la precisione. Ma in Italia non esiste un sistema unico per le procedure e la raccolta dei dati. Ogni Regione adotta un proprio metodo. Causando molti problemi e dispersione di energie. Su questo aspetto le Istituzioni hanno ancora tanto da lavorare. Serve una maggiore chiarezza nelle norme”.   

LE PROSPETTIVE FUTURE

Davide e Federica: “Non abbiamo in previsione ampliamenti. La dimensione dell’azienda è giusta proprio per mantenere un rapporto diretto con il cliente e avere la flessibilità e la velocità di intervento che, spesso, una struttura grande ha difficoltà a rendere disponibili. Inoltre, diventerà sempre più importante offrire un servizio di consulenza perché, con l’introduzione di nuovi canali tecnologici - pensiamo alla gestione dell’attività agricola anche attraverso tablet e telefonini - le macchine diventeranno più complicate. Dovremo stare dietro a queste evoluzioni e ai grandi cambiamenti previsti nel mondo rurale durante i prossimi anni. Questa è la sfida da affrontare”.  

Giuseppe ha anticipato i tempi, fornendo al settore agricolo quelle attrezzature che oltre trent’anni fa erano richieste. Davide e Federica hanno ereditato la sua creatività artigianale migliorandole e adattandole alle nuove esigenze della salvaguardia ambientale. Guardando sempre avanti. Durante la visita ai locali dell’azienda la percezione è quella di un clima di straordinaria sintonia. Si lavora, certo, ma c’è anche il tempo per una battuta o lo scambio di esperienze. Un gruppo veramente affiatato che rappresenta il valore aggiunto di un’azienda il cui futuro può essere solo quello di migliorare ancora i già ottimi traguardi raggiunti. 

Sergio Peirone

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