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Politica | 23 maggio 2019, 10:53

Fratelli d’Italia mette in campo i big: a Bra Crosetto e Santanchè per sostenere Russo in Regione e Annalisa Genta nuovo sindaco

Il cofondatore di Fdi: “Sono qui perché voglio bene a questa terra. Priorità: famiglia, lavoro e infrastrutture”. La candidata cittadina: "Fondamentale l'asse con Russo a Palazzo Lascaris"

Foto di gruppo al termine dell'incontro tenutosi ieri all'Arpino

Foto di gruppo al termine dell'incontro tenutosi ieri all'Arpino

Sono contento di essere qui e mi piace dirlo senza dover chiedere niente per me, perché voglio bene a questa terra”. Lo ha detto Guido Crosetto, che nel tardo pomeriggio di mercoledì 22 maggio è approdato a Bra in vista delle elezioni in calendario domenica 26 maggio.

Moltissime le persone che si sono radunate presso la sala del centro Polifunzionale "Arpino" per salutare il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia. Il partito, che fa parte della coalizione che supporta Annalisa Genta alle prossime comunali, ha fatto scendere in campo il suo asso anche per sostenere i propri candidati in Regione e in Europa. Così, ad accoglierlo, ha trovato Roberto Russo, in corsa alle regionali, che ha fatto gli onori di casa insieme a Sebastiano Luca, capolista di Fdi a Bra, salutando tutti gli intervenuti, partendo da William Casoni, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e l’onorevole Monica Ciaburro, per poi lasciare la parola a Fabrizio Comba, portavoce regionale di FdI, che ha ringraziato per il caloroso benvenuto e suonato la carica: “Siamo convinti che insieme a Bra e con Bra riusciremo a fare un grande risultato”. Al termine ha fatto un grosso in bocca al lupo a tutti i candidati, definendoli persone serie, competenti e, nel caso dell’aspirante sindaco Annalisa Genta, con le capacità per governare e per far crescere Bra: “Annalisa è il candidato che abbiamo accarezzato politicamente e che abbiamo individuato tra le persone che potevano meglio rappresentare questa città. È una persona affidabile, un serio professionista, ma soprattutto una persona perbene”. 

Quindi, sono stati applauditi i rappresentanti delle liste del centrodestra unito per Annalisa Genta sindaco: Federico Gregorio per la Lega; Massimo Somaglia di Forza Italia; il consigliere comunale Roberto Marengo, con la lista Progetto 2019; il veterano Beppe Rosciano con la lista Uniti per Bra e l’imprenditore Roberto Cagnazzo, alla guida della lista Annalisa Genta Sindaco.

Successivamente, il microfono è passato ai candidati piemontesi alle europee, con Fabrizio Bertot che ha parlato in prospettiva: “C’è bisogno di rivoluzionare la macchina europea e fare in modo che si occupi delle grandi infrastrutture, di difesa dei confini, di politica estera, delle regole del commercio internazionale. Ci vuole un’Europa che sia una confederazione di Stati liberi e sovrani che abbiano competenza su materie specifiche in modo che ogni economia possa esaltare le proprie specificità e non il contrario. Con spirito molto pragmatico e sabaudo, usiamo l’Europa per quello che può fare, dando il via a stage negli uffici europei di studenti italiani per migliorare il curriculum e perché possano respirare l’aria delle istituzioni europee in prospettiva di una carriera come funzionari e dirigenti. Solo al Parlamento europeo ci sono 5mila persone di cui 750 sono parlamentari ed il resto sono tutti funzionari e dirigenti. Più italiani abbiamo meglio è. Poi ci sono i fondi strutturali europei che transitano dalla Regione e che possiamo fare in modo di utilizzare al meglio. Il fatto che l’Europa esista è una cosa buona: noi siamo i veri europeisti, cioè quelli che la vogliono riformare e fare un’Unione Europea a misura d’Europa e non un’Europa a misura di Unione Europea”.

Un appello è arrivato da Agostino Ghiglia, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e candidato in Europa: “L’imperativo è il voto al partito per dare più forza a Fratelli d’Italia, sui nominalismi non ci fossilizziamo troppo. Vogliamo andare in Europa a testa alta, da italiani, per preservare la nostra identità ed italianità che rappresenta anche una grande leva economica con il made in Italy e le nostre eccellenze riconosciute nel mondo”.

Non ha voluto mancare all’appuntamento la cuneese doc Daniela Santanchè, che ha dato apertamente il proprio sostegno al candidato sindaco del centrodestra braidese: “Sono molto felice non perché è una donna - io sono contro le quote rosa -, ma perché è una persona capace”.

Poi ha spiegato il senso del voto a Fratelli d’Italia: “Noi crediamo nell’orgoglio della nostra appartenenza, crediamo nella nostra nazione, crediamo nel nostro tricolore. Vorrei entrare in Europa semplicemente da italiana, una donna che ama la propria nazione in una maniera viscerale. Ho imparato l’inno nazionale a 4 anni e, quando lo sento suonare, come diceva mio nonno, sento quel brivido nella schiena che è l’orgoglio dell’appartenenza. Vorrei andare in Europa, perché voglio combattere contro l’islamizzazione della nostra nazione, perché sono stufa di vedere tutte le nostre città che si trasformano. I precedenti governi ci hanno venduto, svenduto, barattato in cambio di qualche virgola di flessibilità per farci diventare il più grande centro profughi d’Europa. Voglio andare in Europa da madre, perché abbiamo 600mila clandestini, ma 250mila giovani, nostri figli, hanno lasciato l’Italia, perché questa nazione non sa più dargli un futuro, una speranza, un posto di lavoro. Siamo italiani e vogliamo continuare ad esserlo. Stiamo combattendo per la libertà dei nostri figli ed il voto a Fratelli d’Italia è molto utile per cambiare l’Europa e anche il governo nazionale”.

Un’emozionata Annalisa Genta ha quindi preso la parola per esprimere un profondo senso di ringraziamento e di impegno: “La cosa più bella di questa avventura è l’amicizia che è nata con tante persone competenti ed esperte di questo mestiere così difficile che è la politica. Sono persone umili, che si sacrificano quotidianamente e che bisognerebbe conoscere, prima di criticare”.

La Genta ha inoltre sottolineato l’importanza del voto alle regionali per Roberto Russo di FdI nella consapevolezza che fare rete è una condizione importante: “Se diventerò sindaco sarà fondamentale avere Roberto Russo in Regione, perché avere questi punti di riferimento in Regione, al Governo e in Europa è l’unico sistema per cercare di convogliare delle risorse, per far in modo che ci si comprenda quando si parla”.

Sono stati della partita anche il sindaco di Pocapaglia, Giuseppe Dacomo, per il quale l’esperienza, in rima con la competenza dei candidati presenti, è la parola d’ordine per le prossime elezioni, e il sindaco di Cherasco, Claudio Bogetti, che ha introdotto Guido Crosetto parlando di una serie di interventi sulla viabilità resi possibili, grazie al suo preciso interessamento.

I temi affrontati sono stati tanti ed è stato proprio Crosetto a tirare le fila della discussione con tono morbido e contenuti importanti: “Qui abbiamo sempre ragionato per il territorio, dimenticandoci le divisioni partitiche il giorno dopo che erano finite le elezioni. Dialogavamo con tutti, perché mi hanno insegnato che lavorare per la propria comunità è la cosa principale della politica, che non è quella di portare il voto al partito. Il partito è solo uno strumento. Se sono qui oggi e ho girato tutta l’Italia dopo essermi dimesso dalla Camera è per testimoniare l’importanza della politica che va al di là del percorso personale. Ho fatto una cosa che, se non si è costretti da arresti, nessuno ha mai fatto, appunto quella di abbandonare il posto da parlamentare. Ma dal giorno dopo ho continuato a fare politica. Quando ho fondato con Giorgia (Meloni, ndr) questo partito, l’ho fatto per riuscire a parlare una lingua diversa, in cui si dice che per fare politica serve esperienza, sacrificio, voglia di lavorare e una cosa in più. Il primo modo di far politica è amministrare e significa avere strade che funzionano, illuminazione pubblica… e poi c’è la capacità di guardare avanti, alle conseguenze della politica. Un esempio: abbiamo messo il numero chiuso alla facoltà di medicina e dobbiamo importare medici dall’estero in un momento in cui i nostri giovani non trovano lavoro”.

Non è mancato un cenno alle politiche sociali e all’Europa: “Tanti hanno smesso di avere figli, perché costano più di un mutuo e abbiamo costruito un Paese in cui avere figli è un lusso, ma ci siamo dimenticati che un Paese, quando perde la capacità di fare figli, perde futuro. Abbiamo un’Europa che si è preoccupata che le zucchine avessero una certa dimensione e non si è preoccupata di una popolazione che invecchiava, perché nessuno aveva più la possibilità economica di fare figli. Una volta si facevano le guerre per conquistare pezzi di territorio, perché la ricchezza era la terra con le sue risorse agricole. Oggi la ricchezza delle nazioni è la tecnologia o le risorse naturali. Queste ultime si combattono con le guerre tradizionali, mentre per le tecnologie si combatte in un altro modo. Noi siamo in mezzo a questi scontri e il nostro futuro si gioca all’interno di queste guerre. E quando si è piccoli, per giocarlo hai bisogno di allearti con qualcuno. Noi avevamo naturalmente degli alleati che erano l’Europa, persone con cui abbiamo combattuto guerre e con le quali abbiamo deciso di fare un percorso comune. Peccato che quella che pensavamo fosse una famiglia, negli ultimi anni ci siamo accorti che per noi non lo era. Da noi sono fallite banche, i risparmiatori hanno perso soldi, perché le regole europee bancarie non potevano essere cambiate, mentre adesso la Deutsche Bank è in crisi e quelle stesse regole cambiano. Forse non ci siamo fatti rispettare, perché, a differenza di tedeschi o francesi, noi ci siamo vergognati di dire che oltre agli interessi europei ci sono anche gli interessi italiani. Ci copiano qualunque cosa e sono 15 anni che non riusciamo a farci riconoscere il marchio made in Italy in Europa. Siamo in concorrenza fiscale con quei Paesi che dovrebbero essere i nostri fratelli alleati”.

Una visione migliore è, tuttavia, possibile, puntando forte su un campo che il cofondatore di FdI conosce bene: “Bisogna cambiare tutto avendo un’idea della Politica con la P maiuscola, a servizio del territorio e che sa guardare avanti. Abbiamo perso la fiducia nei Parlamenti e nei Governi, perché erano gli unici ostacoli che le grandi aziende del mondo avevano. Più sono deboli le Istituzioni più sono forti le grandi società che diventano sempre più grandi e più debole è il popolo. Che possibilità ha un commerciante che paga il 50% di tasse di sopravvivere alla concorrenza con Amazon che paga l’1% di tasse in Lussemburgo? Solo Governi e Parlamenti forti possono fermare questo fenomeno e difendere le persone normali, perciò dobbiamo riscoprire l’importanza delle Istituzioni, della politica, a partire dal livello comunale in su, perché è l’unica cosa che può darci un futuro che non decidono altri, ma noi. Se non ti piace il futuro che vedi arrivare, c’è solo un modo: cambiarlo”.

Crosetto si è poi complimentato con Annalisa Genta per aver avuto il coraggio di candidarsi e per la grinta che dovrà conservare sia in caso di affermazione che di sconfitta, perché si può e si deve fare buona politica anche all’opposizione: “Mi scuso se non ho parlato male di un altro partito, di altri concorrenti e se non ho neanche nominato il mio partito, ma sono stufo di prendere voti dicendo che l’altro fa più schifo di me. Vorrei che prendessimo voti, dicendo che io sono più bravo degli altri. Se la politica diventa una corsa al meno, non si va da nessuna parte. La politica deve ritornare ad essere una cosa positiva con persone preparate, che usano toni bassi e che sanno battagliare”.

A margine dell’incontro, Crosetto ha ribadito un programma sia a livello nazionale sia a livello europeo: “La priorità per l’Italia è quella di far ripartire un Paese che è fermo da troppo tempo e l’unico modo è quello di intervenire sulla tassazione e sulla burocrazia. Il Paese ha perso attrattività nei confronti delle imprese: nessuno ha più voglia di investire qui e quelli che ci sono vogliono andarsene via. Non puoi pensare di costruire futuro e ricchezza e dar lavoro ai giovani se non cambi questa atmosfera pesante che respira chiunque produce o cerca di produrre ricchezza in Italia. In Europa, lo slogan “cambiare tutto” indica la strada. Quella che c’è stata fino adesso non è stata una famiglia, perché siamo stati trattati da fratellastri e messi a mangiare in cantina, mentre gli altri mangiavano in sala da pranzo. L’Europa si è rifiutata di avere una politica estera comune e di affrontare i problemi dell’immigrazione in modo comune. In Europa va ricostruito tutto, come va ricostruito il programma della Banca Centrale. Va ridata anima ad un’Europa che ce l’aveva all’inizio e l’ha persa negli ultimi anni. Anche le infrastrutture sono prioritarie, sia quelle materiali che immateriali, perché se rimaniamo indietro, ad esempio con il digitale, non avremo futuro. La famiglia è fondamentale e, con il tasso di natalità pari a 1.3, in quattro generazioni, 60 milioni di italiani diventano 15 milioni. In Afghanistan il tasso di natalità è 7, quindi un milione di persone, in tre generazioni, diventano 20 milioni. Stiamo distruggendo il Paese senza che ci siano invasioni. Altra priorità è il lavoro, perché dà la speranza e noi abbiamo tolto la speranza a troppi giovani”.

Dopo la tappa braidese, Guido Crosetto è ripartito alla volta di Alba per proseguire la campagna elettorale di Fratelli d’Italia.

Cpe

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