/ Politica

Che tempo fa

Cerca nel web

Politica | 23 maggio 2019, 12:47

Agricoltura e cultura: le proposte di Luigi Icardi (Lega) per il Saluzzese e il Saviglianese

Frutticoltura, zootecnia e enologia, ma anche parchi letterari e percorsi culturali, dall’abbazia di Staffarda al Museo Ferroviario di Savigliano

L'abbazia di Staffarda, gioiello da valorizzare

L'abbazia di Staffarda, gioiello da valorizzare

Luigi Genesio Icardi, candidato al Consiglio regionale del Piemonte per la Lega di Matteo Salvini nel collegio della provincia di Cuneo, è stato lungamente presente in questi giorni nel Saluzzese e nel Saviglianese per confrontarsi su proposte e problematiche del territorio. Un impegno che si intreccia con le sue competenze di presidente della Fondazione Cesare Pavese, oltre che di sindaco di Santo Stefano Belbo e di presidente dell’Associazione dei 51 Comuni del Moscato.

Come sintetizzerebbe in due parole la chiave di lettura di questo territorio?
"Agricoltura e cultura".

L’agricoltura qui è molto importante…
"Sì, ho visitato il caseificio di Franco Biraghi a Scarnafigi, il paese dei formaggi, sono stato nelle stalle dei conferitori di latte, ho incontrato gli allevatori della Piemontese e i vignaioli delle Colline Saluzzesi… . Realtà di autentica eccellenza, la forza di un’economia che va ascoltata e sostenuta".

Non tutto va bene, però, a Savigliano un folto gruppo di frutticoltori ha appena aderito al movimento 'Salviamo l’agricoltura italiana' per denunciare la grave crisi del settore.
"E’ vero, sono già stato un paio di volte da loro, pongono un problema molto serio e preoccupante: la drammatica perdita di competitività dell’agricoltura italiana".

Pensa che in Regione si potrà fare qualcosa per aiutarli?
"La Regione Piemonte gestisce più di un miliardo di euro di contributi europei per l’agricoltura, non è poco, ma prima di tutto va individuata una nuova strategia, che privilegi l’apertura di nuovi mercati, l’uniformazione delle regole europee e una maggiore redditività delle aziende agricole. La frutticoltura, come buona parte degli altri comparti agricoli italiani, soffre il male della concorrenza sleale da parte di quei Paesi che possono permettersi di produrre a costi molto più bassi dei nostri, perché le normative, ad esempio sugli antiparassitari o sulla sicurezza alimentare, non sono uguali per tutti. Sono problemi che conosco bene, perché li ho vissuti con molto anticipo già nel settore vitivinicolo".

Come risolverli?
"L’esperienza del vino ci ha insegnato a valorizzare il prodotto e a promuoverne l’unicità in tutto il mondo, muovendosi in simbiosi con il territorio. Bisogna agire su disciplinari di produzione, consorzi e denominazioni di origine…".

Un modello che potrebbe funzionare anche per la frutta?
"Ciò che oggi si vede realizzato nelle Langhe, al tempo della Malora di Fenoglio sembrava impossibile. A maggior ragione, nelle fertili terre della pianura non bisogna arrendersi. Le crisi servono per crescere e le soluzioni ci sono".

Lei ha fatto più volte appello alla cultura, del resto il suo paese ha dato i natali a Cesare Pavese…
"La cultura sarà una delle carte vincenti per lo sviluppo del nostro territorio e per le nuove generazioni, ne sono fermamente convinto. A Santo Stefano Belbo abbiamo allestito i percorsi pavesiani e il Premio letterario Cesare Pavese che richiamano molti visitatori, ma lo stesso potrebbe avvenire a Saluzzo per Silvio Pellico e Giovanni Battista Bodoni… Abbiamo Giovanni Arpino a Bra, Nuto Revelli a Cuneo e tantissimi altri, non soltanto scrittori. In valle Po abbiamo l’Abbazia di Staffarda, le sorgenti del Po, il Monviso... Bisogna che la Regione ci aiuti a investire sui nostri parchi letterari e culturali, evitando di concentrare tutte le risorse su Torino, com’è avvenuto finora".

Poi ci sono realtà già esistenti, come il Museo ferroviario di Savigliano, che però rischiano di perdere il treno…
"Esatto, in questo caso si tratta proprio di un’istituzione di diretta emanazione regionale, un fiore all’occhiello, che tuttavia non viene sfruttato, perché i suoi treni storici sono lasciati in deposito, mentre quelli francesi l’anno scorso hanno trasportato oltre tre milioni e mezzo di passeggeri, con relativo beneficio per il turismo e l’economia. Anche qui, sarà necessario intervenire per rimettersi in carrozza".

Cpe

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium