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Cronaca | 23 maggio 2019, 18:14

A processo il presidente di una onlus pro disabili accusato di truffa e appropriazione indebita

Secondo l’accusa si sarebbe intascato gli introiti delle vendite di capi d’abbigliamento donati alla sua associazione

A processo il presidente di una onlus pro disabili accusato di truffa e appropriazione indebita

Il presidente di una onlus a favore di ragazzi disabili è a processo davanti al tribunale di Cuneo con le accuse di truffa, appropriazione indebita e sostituzione di persona. Secondo la Procura R.D.S., che abita in un paese del Saluzzese, si sarebbe intascato gli introiti dei capi d’abbigliamento che famose ditte donavano gratuitamente per scopi di beneficenza e che sarebbero stati invece venduti nel suo negozio.

A far partire le indagini fu una denuncia a fine 2017 da parte della presidente di una associazione no profit con sede a Busca, che si è costituita parte civile: Nel mese di maggio un corriere mi aveva avvisato per telefono che doveva consegnare dei colli al nostro indirizzo, ma non aveva trovato nessuno. Non ne sapevo nulla e feci delle verifiche”. La presidente scoprì che i pacchi erano stati spediti da una nota azienda veneta di abbigliamento intimo e che la richiesta era partita proprio dalla sua associazione: “Ma la documentazione non era stata firmata da me e comunque noi non avevamo richiesto proprio nulla. Poi venni a scoprire che c’erano state anche altre due spedizioni precedenti”.

I sospetti erano ricaduti su R.D.S. con il quale l’associazione di Busca aveva collaborato nel passato: “Avevamo comprato della merce da lui e lasciato delle offerte per la sua onlus”.

Un’altra teste dell’accusa ha riferito una storia simile: “Nel 2017 presiedevo un’associazione ludica che organizza eventi. Fui convocata dai carabinieri che mi mostrarono documenti con il nostro vecchio timbro, non più in uso, per ricevere in donazione merce dalla stessa ditta di intimo. Noi non avevamo chiesto nulla, tra l’altro i loro prodotti per noi non sono di nessuna utilità, né avevamo incaricato R.D.S., che in passato aveva partecipato ad uno dei nostri eventi, a reperire merce per beneficenza”.

La Guardia di Finanza di Fossano perquisì l’abitazione e il negozio dell’imputato riscontrando difficoltà nel ricostruire la posizione dell’attività commerciale e della onlus: “Non riuscivamo a capire quale bollettario fosse riconducibile ad una o all’altra perché non erano timbrati”, ha riferito un finanziere. “Lui si proponeva alla ditta di abbigliamento, che veniva subissata dalle sue richieste, come referente delle altre due associazioni. Diceva che la merce in donazione serviva per acquistare carrozzine e un camper attrezzato per i ragazzi disabili”. Il camper a nome della onlus fu trovato, ma era “normalissimo, non era stata fatta alcuna modifica”. “Dal 2015 non trovammo documentazione a sostegno di donazioni per beneficenza, neppure per l’acquisto di carrozzine o di altro”.

L’udienza è stata rinviata al 1° luglio per l’esame dell’imputato e i testi della difesa.

Monica Bruna

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