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Attualità | 21 maggio 2019, 17:21

Cattivi odori Italgelatine, ora Arpa e Provincia accendono un faro sui fumi emessi dai reparti di lavorazione

Il Settore Tutela Territorio della Provincia ha concesso all’azienda di Santa Vittoria d'Alba una proroga di 30 giorni sull’autorizzazione allo scarico di alcune acque, ma con ulteriori limitazioni. Nuova diffida riguarda invece le emissioni odorose liberate in ambiente tramite torrini di estrazione e finestrature

Lo stabilimento Italgelatine di Santa Vittoria d'Alba (immagine da Google)

Lo stabilimento Italgelatine di Santa Vittoria d'Alba (immagine da Google)

Nuovo aggiornamento sul caso dei miasmi emessi dagli impianti Italgelatine. Mentre il fenomeno degli odori avvertiti in tutto l’Albese è andato gradualmente riducendosi, almeno rispetto ai picchi di inizio marzo, a tornare sulle verifiche in corso da parte delle autorità preposte presso lo stabilimento di Santa Vittoria d’Alba è la Provincia, che sta seguendo la vicenda con il proprio Settore Tutela Territorio.

In una nota diffusa nella giornata odierna, martedì 21 maggio, Cuneo aggiorna quindi sui provvedimenti adottati all’indomani della scadenza – lo scorso 12 maggio – del periodo restrittivo imposto che, in ragione del grave malfunzionamento del suoo depuratore – lo stesso ufficio provinciale aveva disposto sullo scarico delle acque reflue da parte della ditta.

"L’azienda – si fa sapere da Cuneo in una nota – ha fatto pervenire nei termini stabiliti una relazione tecnica in cui, oltre a descrivere quanto avvenuto, ne analizza le cause e descrive gli interventi eseguiti e in progetto. La stessa evidenzia che la qualità delle acque scaricate è in via di miglioramento, ma risente ancora della debolezza dell’azione depurativa e, per tale motivo, ha chiesto una proroga di ulteriori 30 giorni prima di dover affrontare eventuali più gravi provvedimenti da parte degli organi di controllo".

La Provincia, sulla base dei nuovi accertamenti effettuati dal dipartimento provinciale dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente (Arpa), ha ritenuto di "accogliere la richiesta aziendale considerandola come extrema ratio e concedendo una proroga di 30 giorni dell’autorizzazione allo scarico in cui, oltre a ribadire le prescrizioni già contenute nel primo stop (ad esempio il divieto all’utilizzo di materie prime di origine bovina e ittica), ha imposto un’ulteriore limitazione anche per una quota parte di acque derivanti dalla lavorazione suina, al fine di alleggerire il carico in ingresso al depuratore e accelerarne la ripresa".

Sulla base delle relazioni di controllo e monitoraggio dell’Arpa si è poi aperto un altro fronte nell’azione di miglioramento ambientale dell’azienda: il contenimento degli odori prodotti dalle lavorazioni nei reparti ed espulsi in atmosfera tramite torrini di estrazione e finestrature. I tecnici dell’Arpa evidenziano che si tratta di un odore diverso da quello dovuto al mal funzionamento del depuratore, ma che tuttavia presenta "livelli importanti di odorosità, come dimostrano le analisi olfattometriche".

A tal proposito, la Provincia ha quindi diffidato l’azienda dal gestire lo stabilimento originando queste emissioni e ha assegnato, d’intesa con l’Arpa di Cuneo, un termine di 180 giorni per relazionare in merito.

"Prosegue intanto – si conclude la nota – l’attività di stretto monitoraggio e verifica ambientale dello stabilimento da parte degli organi tecnici e resta comunque aperta la strada per adottare ulteriori provvedimenti da parte delle autorità sanitarie locali".

Redazione

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