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Agricoltura | 19 maggio 2019, 20:32

Ad Alba il Convegno “I giovani in agricoltura – Le nuove opportunità”

Organizzato da organizzato dal Lions Club Carrù-Dogliani, in collaborazione col Lions Club Alba-Langhe e l’Istituto “Umberto I” di Alba, e “Baruffi” di Ceva - di cui fa parte l’Istituto Agrario di Ormea

Ad Alba il Convegno “I giovani in agricoltura – Le nuove opportunità”

La “Fondazione Ferrero” di Alba ha ospitato, la settimana scorsa, il Convegno “I giovani in agricoltura – Le nuove opportunità”, organizzato dal Lions Club Carrù-Dogliani, in collaborazione col Lions Club Alba-Langhe e l’Istituto “Umberto I” di Alba, e “Baruffi” di Ceva - di cui fa parte l’Istituto Agrario di Ormea – presente con la dirigente, prof.ssa Antonella Germini, gli insegnanti e gli allievi.

Convegno seguito dall’officer distrettuale della Commissione agricoltura, socio del Lions Club Carrù-Dogliani, Attilio Pecchenino, e dal Presidente della 1ª Zona C, Fabrizio Garelli. In sala anche i rappresentanti delle diverse Associazioni di categoria legate al mondo agricolo, dalla Coldiretti, col segretario della zona di Alba, Cesare Gilli, alla Cia e Confagricoltura. A coordinare gli interventi, Raffaele Sasso, Presidente del Lions Club Carrù-Dogliani e addetto stampa del Distretto 108 Ia3. 

Attilio Pecchenino: "Grazie alla Fondazione Ferrero per aver concesso la Sala e a quanti hanno compreso l’importanza di partecipare a questo incontro, fortemente voluto dal Governatore del Distretto 108 Ia3, Ildebrando Gambarelli, in quanto uno dei suoi temi dell’Anno. Le Langhe sono un patrimonio dell’Umanità ed è quanto mai importante che i giovani indirizzati all’agricoltura di queste zone, lo siano con l’opportuna preparazione. E con questo Convegno desideriamo dare suggerimenti condivisibili perché ciò si realizzi".

In apertura lavori è intervenuto Giuseppe Rossetto, presidente del Lions Club Alba-Langhe che ha svolto una vera lezione sull’agricoltura odierna in Langa, sostenendo come sia sempre più il vero “patrimonio” di questa parte del Piemonte.Quindi le relazioni. Primo a intervenire il prof. Giuseppe Dacomo dell’Istituto “Umberto I”, che ha illustrato il ruolo delle Scuole, evidenziando come: "L’Italia, con 55 mila aziende agricole guidate da ‘under 35’ sia al vertice dell’Unione europea per la presenza dei giovani in agricoltura, con un aumento continuo, tanto che la crescita nel 2017 è stata del 6% sull’anno precedente. Come dire un ritorno dei giovani alla terra, favorito anche dalle nuove tecnologie. Di questi uno su 4 è laureato ed è donna, con particolare predilezione alle attività di educazione alimentare e ambientale".

 Poi Marco Benzi della Coldiretti, che ha toccato il tema dell’insediamento dei giovani e del piano di sviluppo rurale regionale 2014-2020 e Beatrice Usseglio, officer “Ambiente” del Distretto Leo.

Particolarmente seguite le testimonianze portate tre operatori che hanno raccontato la loro esperienza di scelta di lavorare in agricoltura: Maurizio Sammori de “Le Drupe” di Piobesi d’Alba: «Anch’io ho frequentato il vostro stesso Istituto e posso dirvi che se uno ama l’agricoltura e ci crede, c’è spazio. Ho sempre fatto il dipendente, poi mio padre mi ha insegnato e sono entrato in azienda».

Claudio Masante de “La Cascina Masueira” di Murazzano: "Ho fatto un percorso diverso, da perito industriale, ma ho cambiato mestiere e ho lavorato 10 anni in una pasticceria, dando una mano, in ogni istante libero, nell’azienda di famiglia, specializzata nela produzione di nocciole e nell’allevamento bovini da carme, con vendita all’ingrosso. Poi qualche anno fa mio padre ci parlò chiaro “Sono arrivato a un’età in cui voglio smettere. Cosa facciamo, vendiamo?”. Abbiamo detto no. Così sono entrato nell’azienda e con mio fratello abbiamo pensato di cambiare e trasformare in proprio i prodotti, per venderli direttamente. Ed abbiamo avuto ragione". 

Infine, Antonello Musso, produttore della “Birra Frè” di Carrù, che ha realizzato una filiera di produzione, raccolta e utilizzo del luppolo, costruendo un macchinario, unico in Italia, per sveltirne la raccolta. E quest’anno per la prima volta produrrà una birra “ecologica”. Da tutti anche un messaggio chiaro: dare importanza alla qualità e non trascurare la comunicazione. 

comunicato stampa

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