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Economia | 16 maggio 2019, 16:45

Imprese artigiane: ancora critico il bilancio anagrafico del cuneese

Sotto esame il primo trimestre 2019; Ferruccio Dardanello: "Ai tanti piccoli imprenditori del settore, che ogni giorno si impegnano in un comparto caratterizzato dalla prevalenza del loro ingegno e del lavoro manuale, dobbiamo rispondere aumentando gli sforzi per agevolarne l’operatività"

Imprese artigiane: ancora critico il bilancio anagrafico del cuneese

In provincia di Cuneo più di un’impresa su quattro è artigiana: in base ai dati del Registro imprese della Camera di commercio, al 31 marzo 2019 sono 17.412 le imprese artigiane e costituiscono il 25,83% del tessuto imprenditoriale locale.

Nel periodo gennaio-marzo 2019 sono nate, in provincia di Cuneo, 455 imprese artigiane, a fronte delle 441 dello stesso periodo nel 2018. Considerate le cessazioni che si attestano a 664 (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo è negativo per 209 unità.

In un trimestre che abitualmente registra un bilancio negativo all’anagrafe delle Camere di commercio, il tessuto artigiano della provincia di Cuneo ha manifestato un andamento peggiore rispetto al sistema imprenditoriale provinciale complessivamente considerato. Nel solco del basso sviluppo numerico del totale imprese (il tasso di crescita 2019 è -1,03%), anche le aziende artigiane registrano un tasso di crescita negativo (-1,19%). 

Prosegue il lungo periodo di criticità e debolezza del tessuto artigiano provinciale che, anche nei primi tre mesi dell’anno, risulta in calo perdendo 209 imprese – sottolinea il presidente Ferruccio Dardanello - . Ai tanti piccoli imprenditori del settore, che ogni giorno si impegnano in un comparto caratterizzato dalla prevalenza del loro ingegno e del lavoro manuale, dobbiamo rispondere aumentando gli sforzi per agevolarne l’operatività, semplificarne le procedure e fornendo loro servizi e progettualità adeguati alla struttura dimensionale, sia in ambito internazionale, sia sostenendone il percorso di innovazione”.

Le forme più strutturate, anche nel I trimestre 2019, manifestano una tenuta migliore rispetto alle restanti realtà artigiane. Il bilancio per forma giuridica evidenzia infatti risultati incoraggianti per le sole società di capitale che riscontrano un tasso di crescita del +1,79%, pur rappresentando solo il 5,64% del complesso delle aziende di settore. Negativi i tassi di crescita relativi alle società di persone (-0,68%) e alle ditte individuali (-1,53%) che insieme costituiscono il 94,18% delle imprese artigiane del territorio.

Le altre forme registrano la percentuale più alta di decrescita (-5,88%), benché rappresentino solamente lo 0,18% del tessuto provinciale. Il risultato del comparto artigiano cuneese è stato più penalizzante rispetto all’omologo dato regionale (-0,88%) e nazionale (-0,80%).

Anche l’analisi dei dati per settore mette in luce risultati poco confortanti. Tra quelli numericamente più consistenti, si osservano performance negative per le attività edili (-1,68%), l’industria in senso stretto (-1,54%) e gli altri servizi (-0,02%). Arretra anche il commercio (-1,37%), che rappresenta poco più del 6% delle imprese artigiane registrate, e il turismo (-0,58%). Solo l’agricoltura, con una bassa incidenza dimensionale che corrisponde all’1,45% del totale, registra un segnale positivo lieve (+0,40%).

comunicato stampa

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