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Politica | 13 maggio 2019, 11:37

L'albese Canova in corsa per la Regione: "Con Forza Italia per dare voce ai moderati piemontesi"

Candidato per Palazzo Lascaris a sostegno dell'amico Alberto Cirio, illustra il senso di una scelta: "In tempi di risse ed estremismi, ragionevolezza e valori della tradizione cristiano-democratica via da seguire per una nuova stagione di benessere e sviluppo"

Mario Canova, albese, candidato per Forza Italia alle prossime regionali

Mario Canova, albese, candidato per Forza Italia alle prossime regionali

In tempi di sovranismo dilagante, urla e insulti, c’è chi guarda alla tradizione cristiano-democratica come al faro di una politica che rifugge gli estremismi e promuove invece la moderazione e il dialogo come strumenti irrinunciabili per la costruzione di una società che torni a garantire benessere e sviluppo alle sue componenti.

La ricetta è quella di Mario Canova, cinquant’anni, libero professionista con la passione per la politica che, dopo dieci anni trascorsi nel Consiglio comunale albese, corre insieme all’amico Alberto Cirio per dare una guida nuova al Piemonte e contribuire a far cambiare passo alla nostra Regione.

"Il 26 maggio saremo nuovamente chiamati a scegliere. Dovremo votare per l’amministrazione di numerosi Comuni tra cui Alba e Bra, per la Regione Piemonte e per l’Europa. E’ un momento quello del voto spesso sottovalutato, perché si dimentica che da esso dipende il futuro nostro e dei nostri figli", spiega, rivendicando il valore di una scelta che, nell’ambito del centrodestra, sappia "restituire centralità a valori quali la moderazione e la ragionevolezza, viatico per ritornare alla 'buona politica', a quell’arte del possibile che nella pace sociale vede una condizione necessaria per la crescita dell’intera società".

"L’epoca in cui viviamo – continua – è caratterizzata dalla recrudescenza di fenomeni come il terrorismo, dal sovranismo galoppante, dall’indifferenza verso il prossimo; il nostro modello, di contro, si ispira a quello democratico-cristiano degli albori, quando in Italia si respirava aria nuova e il vicino di casa era un familiare piuttosto che un estraneo. Non siamo affatto fuori dal tempo, ma ben consci di quello che proponiamo. Non dimentichiamo mai che tra i firmatari della nostra Costituzione, Padri fondatori della nostra Repubblica fondata sul Lavoro, vi erano personalità come Alcide De Gasperi, faro della democrazia e grande democristiano, ispirato a sua volta da un gigante come don Luigi Sturzo. L’eredità loro e di tutti coloro che nel tempo hanno onorato il Paese sotto il vessillo scudocrociato non deve essere depauperata. Per questo non ricorriamo alle urla, agli insulti, al facile luogo comune; vogliamo farci guidare dalla tradizione cristiano-democratica basata sulla famiglia, sul lavoro, sulla vera uguaglianza nelle opportunità".

"Oggi più che mai – conclude il candidato di Forza Italia – è necessario avere modelli ben saldi nel nostro recente passato perché il rischio che stiamo correndo è quello di perdere la nostra identità, anche culturale. Per fare questo riteniamo che proporre soluzioni facili come il sovranismo sia dannoso e superficiale, perché non ignoriamo il contesto globale in cui ci troviamo e il nostro peso in una Europa che abbiamo anche contribuito a fondare. Anche se certi simboli non esistono più, la loro eredità e le loro idee sono giunte fino a noi e cercheremo di onorarle fino in fondo. I fatti confermano Forza Italia come il principale partito politico, nell’ambito del centrodestra, ad averne ereditato quello spirito originario. Il 26 maggio saremo chiamati a scegliere: noi ci saremo, con voi per dare un’altra velocità al Piemonte".

Cpe

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