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Curiosità | 08 maggio 2019, 16:15

Da Cuneo a Liverpool, testimone della storica "remuntada": il racconto di Giorgio super tifoso dei Reds e nostro collega

Giorgio è nato a Roma ed è a Cuneo dall'estate del 2015 dove ha vissuto con la compagna Simona. Ha iniziato precocissimo a seguire il calcio (e la Lazio in particolare) come commentatore all'Olimpico insieme al padre Franco. Da aprile è a Liverpool per imparare la lingua e per seguire la squadra del cuore

Giorgio Capodaglio il più a destra nella foto, insieme all'Italian Branch, sotenitori dei Reds

Giorgio Capodaglio il più a destra nella foto, insieme all'Italian Branch, sotenitori dei Reds

Una delle più grandi imprese sportive degli ultimi anni quella andata in scena nella serata di ieri, martedì 7 maggio, allo stadio Anfield di Liverpool. Nella semifinale di Champions League la squadra di Jürgen Klopp ha ribaltato il 3 a 0 dell'andata contro i favoritissimi "blaugrana" di Leo Messi & Co.

La "remuntada" dei Reds fa già parte della storia del calcio. Ad assistere ieri alla partita il nostro collega Giorgio Capodaglio, fino a pochi mesi fa in forza nel nostro gruppo editoriale come giornalista sportivo (Fondo Italia, Campioni.cn, Torino Sportiva), ora stabilitosi temporaneamente nella città natale dei Beatles per imparare la lingua e per seguire la squadra di cui è grande tifoso: il Liverpool, appunto.

"La passione è nata nell'estate 1996," - ci spiega Giorgio - "avevo 15 anni, durante gli Europei che si svolgevano in Inghilterra mi innamorai calcisticamente di Steve McManaman, giocatore del Liverpool. Così iniziai a seguirli e piano piano mi sono appassionato sempre di più, trascinato soprattutto dal pubblico e dal tifo di Anfield."

Giorgio è nato a Roma ed è a Cuneo dall'estate del 2015 dove ha vissuto con la compagna Simona. Ha iniziato precocissimo a seguire il calcio (e la Lazio in particolare) come commentatore all'Olimpico insieme al padre Franco. Da aprile è a Liverpool.

"Amo questa città" - ci racconta - "la prima volta fui colpito dal calore della gente. Poi qui sono a contatto con la musica che più mi piace (dagli Stone Roses ai Pulp) e al calcio che mi piace: impossibile confrontare uno stadio inglese con quelli italiani. Prendiamo il Tranmere. Milita in League Two (corrispettivo della serie C, dove gioca il Cuneo ndr) e giocano nel Prenton Park che ha 10mila posti a sedere e negozi all’interno."

"Da quando seguo i Reds non si è vinto moltissimo, non conquistano il campionato inglese dal 1990 (come il Napoli in Italia)." - continua - "Quindi per un italiano a metà anni novanta la scelta di tifare Liverpool anziché le allora più forti Man United o Arsenal non era usuale. Poi arrivó un treeble di coppe nel 2001 con Houllier in panchina, l’impresa di Istanbul del 2005 sul Milan con Benitez, fino a ieri la gioia più grande che ho provato per il Liverpool. Ma ovviamente le delusioni sono state tante, specie nel 2014 quando il Liverpool buttó un campionato già vinto perché il simbolo Steven Gerrard scivoló causando il gol del Chelsea. Ero lì in Kop (la curva dei sostenitori dei Reds ndr) pensavo di assistere dal vivo a un giorno bellissimo e invece è stata la mia più grande delusione sportiva".

Fino a ieri: "E’ difficile ancora oggi per me trovare le parole giuste. Stamattina quando mi sono svegliato temevo fosse tutto un sogno." - ci racconta - "Mentre andavo allo stadio non avevo grandi aspettative, ma questo stato d’animo non apparteneva agli altri tifosi inglesi. Già sul bus nel pre partita tutti quanti cantavano “We are going to Madrid, we are going to Madrid” (andiamo a Madrid, luogo in cui si discuterà la finale di Champions League il prossimo 1 giugno ndr), tutti convinti di fare questa rimonta che effettivamente sembrava impossibile."

"Fuori dallo stadio c’è stata l’accoglienza al pullman della squadra, con moltissima gente in attesa con fumogeni, striscioni e bandiere: migliaia di persone nell’arco di un km su entrambi i lati della strade attorno all’Anfield solo per vedere il passaggio dei Reds e supportarli per pochi secondi. Immagino quanto questa cosa possa caricare una squadra."

"Durante la partita c’era quasi incredulità e il timore nel finale di subire l’ennesima beffa targata Liverpool. Finita la partita mi veniva da piangere: ho cominciato a correre fuori da Anfield e abbracciare persone provenienti da ogni nazione, tutti uniti nella stessa emozione."


"Molte persone dalla statua di Bill Shankly (l’allenatore che ha preso il Liverpool quando era in seconda divisione negli anni ’50 portandola ai fasti attuali ndr) si sono fermate a omaggiarlo con un bacio."

"Memorabile a livello personale l’abbraccio con Nunzio Esposito, presidente del Branch dei tifosi del Liverpool di cui faccio parte. Lui è partito ieri per arrivare a Liverpool per ripartire questa mattina di nuovo per Napoli dove lavora. E’ un’emozione che ti permette per un po’ di dimenticare tutto il resto. Difficile da spiegare a chi non è appassionato di calcio."

"Ho ricevuto davvero centinaia di messaggi" - conclude Giorgio - "Ancora non ho risposto a tutti, sembrava Capodanno. Ed effettivamente a Liverpool hanno festeggiato fino alle 4."

Daniele Caponnetto

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