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Attualità | 06 maggio 2019, 11:30

Missionario di Cuneo arrestato nella Repubblica centrafricana: in 3000 manifestano per la sua liberazione

57 anni, appartenente all'ordine dei carmelitani scalzi, è stato arrestato per aver fotografato il sito di una miniera dove si estrae l'oro, in mano ai cinesi

Foto dalla pagina Facebook di padre Gazzera

Foto dalla pagina Facebook di padre Gazzera

Padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano di Cuneo ma da vent'anni a Bozun, nel nord-ovest della Repubblica centrafricana, sabato 27 aprile è stato arrestatato dopo aver documentato, con macchina fotografica e telefono cellulare, il sito di una miniera di estrazione dell'oro sfruttata da una compagnia cinese.

Padre Gazzera ha voluto documentare, in particolare, i danni ambientali e umani provocati nell'area e nel fiume che scorre vicino alla sua missione. Lo fa da tempo, pubblicando tutto sul suo blog, ormai seguito da migliaia di persone.

Ma l'ultima volta è stato fermato dai militari incaricati della difesa della miniera. Gli hanno contestato la violazione di proprietà privata, sequestrandogli telefono, macchina fotografica e chiavi dell'auto e portandolo alla Brigata Mineraria, il comando dei militari che fanno la guardia al sito. 

La cosa incredibile è stata, però, la reazione della popolazione locale. In poche ore più di 3000 persone hanno manifestato davanti al comando per chiedere e ottenerne la liberazione. Padre Gazzera è molto amato dalla popolazione locale, che riesce quindi a farlo liberare e lo riaccompagna alla "sua" missione. 

Il 29 aprile la vicenda è approdata in Parlamento, dove però il primo ministro locale ha escluso qualsiasi rischio per l'ambiente. 

Padre Gazzera è libero ma comunque non al sicuro: da quel giorno si muove solo scortato e davanti all'ingresso della missione ci sono i Caschi Blu, perché nel Paese è ancora in corso una missione delle Nazioni Unite.

 

La vicenda non è nuova per questi Paesi africani sfruttati da potenze straniere senza che la popolazione locale ne abbia alcun beneficio, anzi. Ma c'è stato, questa volta, un elemento nuovo: la ribellione e la difesa di una persona vista che da anni si spende per quel territorio e per la sua gente. 

Barbara Simonelli

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