/ Solidarietà

Che tempo fa

Cerca nel web

Solidarietà | 01 maggio 2019, 19:15

"Il cibo non si spreca": dalle mense scolastiche di Alba agli scaffali dell'Emporio della Solidarietà per le famiglie bisognose

Il progetto partirà nei prossimi giorni. Il cibo non servito in tre scuole della città non sarà gettato ma recuperato e consegnato all'emporio per aiutare oltre 300 famiglie

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Nei primi giorni maggio alcuni volontari di Alba inizieranno a caricare sui loro furgoncini il cibo altrimenti in esubero delle mense scolastiche. I bambini aiuteranno a posizionare il cibo nel mezzo, gli insegnanti spiegheranno il valore del gesto. I volontari poi guideranno il furgoncino attraverso la città e porteranno il cibo in via Piera Cillario, dove verrà distribuito alle persone in temporanea difficoltà economica.

Dietro a quelle che potrebbero apparire come semplici azioni si nasconde un programma complesso e un tentativo di immaginare un nuovo modo di vivere a livello sociale e comunitario, dove ogni elemento è interconnesso e può attivare risorse importanti nei vari attori del sistema.

Inaugurato a fine marzo, il progetto “Il cibo non si spreca!” - una collaborazione tra mensa scolastica ed Emporio della Solidarietà che sembra coniugare dentro di sé un nuovo concetto di gestione del cibo, ma anche di solidarietà e di intervento pedagogico – è oggi pronto a ripartire.

Ma facciamo un passo indietro per capire di cosa si tratta. L’Emporio della Solidarietà è un progetto promosso dalla Caritas diocesana di Alba in collaborazione con il Comune, i Servizi Sociali, la rete delle cooperative e sociali, un luogo in cui la solidarietà dei donatori e la dedizione dei volontari si uniscono per aiutare persone e famiglie in temporanea difficoltà economica attraverso la distribuzione gratuita di generi alimentari.

In via Piera Cillario la struttura è simile a quella di un supermercato: sugli scaffali figurano moltissimi generi alimentari, dalla pasta alla carne ai dolci, fino ai condimenti e alla farina. Tutto disponibile per le persone in condizione di temporanea fragilità economica, dotate di un’apposita tessera caricata “a punti” con cadenza periodica.

L’ottica di intervento non è assistenzialista, ma punta a responsabilizzare i clienti attivando nel suo contesto risorse evolutive. Da fine marzo questo tentativo di “co-responsabilità solidale” ha aggiunto tra i suoi ranghi il progetto “Il cibo non si spreca!”, in collaborazione con la ditta Sodexo che gestisce la mensa comunale e le scuole primarie Sacco, Rodari e Coppino.

In pratica in queste tre scuole il cibo in esubero della mensa (intonso e non servito ai bambini) che prima veniva gettato viene ora recuperato e consegnato all’Emporio Solidale, che a sua volta lo distribuisce tra le oltre 300 famiglie in difficoltà economica della città. Nei giorni in cui l’Emporio è chiuso, il cibo viene consegnato al Centro di Pronta Accoglienza Albese di via Pola, dove alcuni senzatetto trovano cena e dimora durante la notte. Le porzioni sono composte da alimenti di alta qualità, anche a “Km zero” o biologici. Spiega l’assessore alle Politiche Sociali Elena Di Liddo: “Abbiamo di fronte un progetto di inestimabile valore. Prima di tutto per il suo risvolto sociale e solidale, perché l’iniziativa aiuta persone in difficoltà. Poi il valore educativo, perché i bambini delle elementari possono apprendere l’importanza del non-spreco. Chiederò personalmente nei prossimi giorni alle insegnanti di coinvolgere i bambini nelle attività ed i bambini, ad esempio, potranno assistere o aiutare nel momento in cui il furgoncino dell’Emporio viene “caricato” col cibo recuperato. Grazie a questo gesto simbolico i piccoli potranno acquisire consapevolezza sulla filiera alimentare e sul valore dell’aiuto a persone in difficoltà”.

In ultimo, conclude l’assessore, “Penso che l’importanza del progetto risieda nel concetto di rete. Siamo riusciti a mettere in comunicazione una multinazionale come la Sodexo – che ringrazio per l’immenso lavoro – e l’Emporio Solidale, che opera nel campo della solidarietà. Lavorando verso un unico scopo siamo riusciti a ottenere un risultato straordinario ed ampliabile ad altre scuole della città” .

Il progetto “Il cibo non si spreca!” sembra dunque ricordare la reciproca connessione degli elementi di una comunità: dai bambini di una scuola elementare al cibo che mangiamo, fino a chi fatica ad arrivare a fine mese, alla filiera del cibo e alla qualità dei nostri rapporti interpersonali: concependo il sistema come un organismo integrato, dove ogni azione ne richiama un’altra e avvia circoli virtuosi, possiamo ripensare il modo di vivere nello stesso spazio e nello stesso tempo. Una visione all’avanguardia voluta da Caritas, costruita nel tempo. Ma gli empori hanno bisogno dell’aiuto di tutti per poter funzionare.

 

Comunicato stampa

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium