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Cronaca | 17 aprile 2019, 14:30

Si fa assumere dal Ministero, ma a scuola non si fa mai vedere: bidello "abusivo" indagato per tentata truffa

Destinatario dell’avviso di conclusione indagini un 25enne residente a Napoli. Per ottenere il posto in un istituto del territorio aveva prodotto diploma e attestazione di servizio risultati falsi

Il Palazzo di Giustizia di Asti

Il Palazzo di Giustizia di Asti

Avrebbe messo in atto un sofisticato meccanismo finalizzato a un tentativo di truffa la cui vittima designata era nientemeno che il Ministero dell’Istruzione, cui aveva richiesto di attivare il pagamento di retribuzioni per prestazioni nella realtà mai avvenute.  

E’ l’accusa che pende sul capo di un giovane campano, V. A., nato a Maddaloni, in provincia di Caserta, nel 1993, attualmente residente a Napoli, destinatario di un avviso di conclusione indagini emesso dal pubblico ministero Simona Macciò.

Nei suoi confronti la Procura astigiana ha ipotizzato le ipotesi di reato di tentata truffa aggravata in danno di ente pubblico, falsità materiale in certificati amministrativi, falsità materiale in autorizzazioni amministrative, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, concorso in falso in atto pubblico determinato dal proprio inganno.

Particolarmente recente lo svolgersi dei fatti, che riguardano l’anno scolastico 2018/2019.

Il meccanismo adottato dal giovane avrebbe avuto inizio con la produzione di un falso diploma di qualifica professionale per operatore di servizi, attribuito a un istituto professionale di Salerno, scuola paritaria presso la quale l’indagato avrebbe sostenuto di essersi diplomato in data 11/6/2013 con la votazione di 100/100.
Poi avrebbe confezionato un falso attestato di servizio avente quale oggetto presunte prestazioni rese dal 2013 al 2014 e dal 2014 al 2015 in qualità di collaboratore scolastico presso un altro istituto professionale di Salerno. Dopodiché, in forza di tali titoli, avrebbe presentato domanda per l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia per il triennio scolastico 2017-2019.
Avrebbe quindi contattato un istituto superiore del territorio, dichiarando falsamente di essere in possesso dei requisiti necessari all’incarico di collaboratore scolastico presso la stessa scuola.

Il dirigente del suddetto istituto, preso atto della documentazione apparentemente veritiera, ha sottoscritto con protocollo l’inserimento del giovane nella graduatoria di terza fascia relativa al personale quale collaboratore scolastico con decorrenza dal 29/10/20108 al 30/6/2019. Successivamente con altro numero protocollo ha dichiarato di assumere il giovane in servizio.

In forza di tale documentazione il ragazzo si è quindi rivolto al Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca e, sul presupposto di essere un collaborare scolastico in servizio, ha cercato di farsi attribuire la relativa retribuzione, ovviamente senza essersi mai fatto vedere presso la scuola che lo aveva preso in carico.

Il giovane dovrà quindi difendersi dall’accusa di avere cercato un ingiusto profitto della corresponsione della retribuzione a fronte di una prestazione mai eseguita, con aggravante di aver commesso il fatto in danno di ente pubblico. La sua difesa è affidata all’avvocato albese Roberto Ponzio.

Ezio Massucco

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