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Il Punto di Beppe Gandolfo | 15 aprile 2019, 07:00

Per banchetti pasquali veramente piemontesi

Già sento le ire dei vegetariani e di tutti coloro che intendono difendere i tanti capretti e agnellini dalla mattanza pasquale.

Per banchetti pasquali veramente piemontesi

Con tante feste così ravvicinate nel prossimo calendario: Pasqua, Lunedì dell’ Angelo, 25 aprile, 1 maggio,  non mancherà occasione per pranzi, cene, merende sinoire, buffet, picnic… insomma, il tripudio delle tavole imbandite.

Nessuna intenzione di trasformarmi in giornalista enogastronomico, ma soltanto alcuni consigli per celebrare queste ricorrenze all’ insegna del MADE IN PIEDMONT, cioè del prodotto 100 per cento piemontese.  E colgo l’ occasione per segnalare anche le belle iniziative sorte per difendere e valorizzare tre nostre prelibatezze regionali: capretto, asparagi e nocciole.

Come non partire,quindi, dal neonato marchio che identifica la carne di capretto e di capra 100% Piemonte, secondo un disciplinare che indica - in modo sicuro - la provenienza: solo animali nati in territorio regionale, allevati da imprese aderenti al Consorzio Allevatori Caprini, promosso tra gli altri dalla Coldiretti. Attraverso il marchio, i circa 6500 nostri allevatori possono garantire un prodotto piemontese in un mercato occupato da animali di provenienza estera. Spesso sulle tavole pasquali viene servito il capretto, fate attenzione al marchio. Che sia davvero piemontese!

Già sento le ire dei vegetariani e di tutti coloro che intendono difendere i tanti capretti e agnellini dalla mattanza pasquale. Nessuna paura, corro subito ai ripari. Ecco gli Asparagi di Poirino e Santena: una delizia che diventa un vero piatto primaverile e piemontese. Si coltivano in tutta la regione, ma nella zona del Torinese hanno caratteristiche peculiari, testimoniate da un bollino di qualità ben impresso sulle confezioni. Nei risotti, con l’ uovo o con il parmigiano, bolliti o saltati in padella. Un piatto unico e, dicono, anche afrodisiaco.

Ed infine, al momento del dessert, non può mancare un dolce alla nocciola anzi NOCCIOLA DELLE LANGHE, ora possiamo dirlo. Dopo anni di controversie burocratiche finalmente il frutto prodotto in un centinaio di comuni fra le province di Cuneo e Asti, può fregiarsi del marchio “Igp delle Langhe” per identificare quelle più buone al mondo, nessun paragone con quelle turche o argentine.

E allora tanti auguri e buon appetito, anzi BUN APTIT!!!

Beppe Gandolfo

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