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Cronaca | 15 aprile 2019, 17:45

Continuano le testimonianze nel processo al boscaiolo di Gambasca accusato di omicidio volontario

L’ex sindaco: “In paese si mormorava che fosse un incendiario”

L'auto carbonizzata - foto di repertorio

L'auto carbonizzata - foto di repertorio

Quando furono analizzate le macchie di sangue caratterizzate da un profilo genetico riconducibile a Baldassarre Ghigo, trovate nella casa di M.M.B., erano vecchie di oltre un mese: “Tracce ematiche latenti non databili”. Lo ha detto questa mattina in Corte d’Assise di Cuneo un maresciallo dei Ris di Parma. Il corpo carbonizzato del 66enne pensionato fossanese era stato rinvenuto nella sua vettura il 14 novembre in un bosco in località Gravera Granda a Gambasca. I rilievi tecnici nell’abitazione e sui resti bruciati dell’auto di Ghigo furono invece eseguiti il 17 dicembre 2015.

Accusato di omicidio volontario aggravato è il boscaiolo settantenne M.M.B.. Secondo la tesi del sostituto procuratore generale di Torino Sabrina Noce B. il giorno prima avrebbe colpito con un corpo contundente l’amico, trasportato sull’auto di proprietà di quest’ultimo nel bosco a poca distanza dalla sua abitazione a Gambasca, e appiccato il fuoco. Il movente sarebbe riconducile ad un debito di 63.400 che l’imputato doveva al Ghigo.

L’ex sindaco del paese saluzzese, in carica dal 1985 fino al 2004, ha riferito che l’imputato era un “tipo da prendere un po’ con le molle”: “Si mormorava che B. fosse un incendiario ma nessuno l’ha mai visto né preso”. E a questo proposito il teste ha raccontato che all’incirca nel 2000 la casa (disabitata) di sua madre, distante 300 metri dall’abitazione del boscaiolo, era stata danneggiata da un incendio probabilmente doloso, visto che erano state trovate taniche vuote e bombole di gas. Nel 2009 il sindaco aveva fatto denuncia perché qualcuno aveva trapanato una ventina di alberi, ancora nella proprietà della madre: “Ma non abbiamo mai avuto dissapori con B., ha precisato.

Altre voci raccolte dall’ex primo cittadino: “Un paesano mi disse che era stato visto del sangue nella casa di B., dopo l’omicidio”.

L’udienza è stata rinviata al 9 maggio per i testi della difesa. In quella data potrebbe essere sentito un uomo di nazionalità rumena, che in sede di indagini aveva detto di essere andato dal boscaiolo per aiutarlo nei lavori il giorno 13 novembre 2015.

Sempre che si presenti, altrimenti sarà necessaria una richiesta di rogatoria all’autorità giudiziaria rumena.

Monica Bruna

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