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Attualità | 15 aprile 2019, 18:29

Franca Biglio scrive a Matteo Salvini: "Le spese per le prossime elezioni non gravino sulle casse dei piccoli comuni"

Pubblichiamo integralmente la lettera inviata dalla presidente ANPCI

Franca Biglio

Franca Biglio

Gentile Direttore,

nonostante La vigente normativa ponga a carico dello Stato le spese per lo svolgimento delle consultazioni di propria competenza (Referendum, Elezioni Politiche ed Europee), in questi ultimi anni la spesa a carico del Bilancio Comunale si è fatta sempre più gravosa perché non è stata compensata da analoga entrata.

Le leggi parlano esplicitamente di “rimborso” mentre in pratica viene erogato solo un “contributo”. Per le prossime elezioni il dicastero stabilisce di prendere come riferimento per la programmazione della spesa l'80% delle somme assegnate per il referendum del 17 aprile 2016, escluso il compenso spettante ai componenti di seggio.

L’ANPCI, in una formale lettera inviata al Ministro Salvini, contesta tale decisione perché non si possono prendere come riferimento le spese di un referendum  che, rispetto alle europee, non ha i turni festivi e feriali di apertura uffici per il rilascio dei certificati di iscrizione nelle liste elettorali e non ha i tempi lunghi per la raccolta delle firme prima dell’inizio della campagna elettorale né quelli più lunghi dello scrutinio stante l’espressione delle preferenze (fino a tre) previste per le europee. Non è quindi possibile comparare, stante i tempi di lavoro diversi, le elezioni referendarie con le elezioni europee.

E’ importante evidenziare altresì che vi sono spese che il Comune si accolla senza avere rimborsi e che non vengono considerati: il lavoro straordinario prestato durante le festività (domenica) che dà diritto al lavoratore di recuperare la giornata successivamente, gli acquisti di materiale per alloggi militari, i servizi di riassetto e pulizia dei locali adibiti a seggi, le spese per acquisto tabelloni elettorali, le spese telefoniche varie e le spese per i vari trasporti. Per queste non viene dato alcun rimborso da parte dello Stato.

Tutto ciò mette in seria difficoltà in particolare i piccoli comuni che dispongono di poche risorse finanziare e con carenza di personale.

Grazie,

Franca Biglio

redazione

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