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Attualità | 13 aprile 2019, 09:43

Bra, tutti in processione con la Madonna Addolorata (Foto)

Monsignor Mana: “Non c’è amore se non sotto il segno della croce”

Bra, tutti in processione con la Madonna Addolorata (Foto)

Fede e spiritualità, suggestione e fascino alla processione dell’Addolorata di venerdì 12 aprile. In tanti hanno partecipato con la consueta devozione al rito, seguendo per le vie di Bra la statua della Madonna, fino alla Chiesa di San Giovanni Battista Decollato, dove il corteo era partito in una serata risparmiata dalla pioggia.

Il lento incedere del simulacro, a punteggiare ogni tratto del cammino, rappresenta sempre una bella esperienza. Molto intima. In cui la carica di spiritualità e il misticismo della fede si fanno tutt’uno. L’iconografia di Maria parla da sola: una donna con sette spade conficcate nel cuore, ricordano la dolorosa Passione e morte del Signore e, appunto, il dolore della Madre, che ci riporta alla profezia di Simeone del Vangelo. L’avvenimento religioso in questione fa parte della storia dell’Arciconfraternita della Misericordia che nasce a Bra nel 1587 ed è da annoverare tra i più antichi ed attesi dalla cittadinanza.

Anche stavolta, la processione non ha tradito le attese, raccogliendo attorno a sé un consistente numero di devoti, gli stessi che hanno accompagnato il fercolo per le strade, toccando le parrocchie cittadine al suono di canti e preghiere. Un rito pregnante, caratterizzato da un’intensa sacralità, scandito dai segni della Passione di Cristo affidati alla cura dei fanciulli. A vigilare lungo il percorso gli agenti del Corpo di Polizia Municipale, con il fiume nero di Confratelli e Consorelle a sfilare ordinati davanti ai Rettori Maria Dallorto, Federico Dellarossa e Sergio Panero. In mezzo al corteo le autorità civili, militari, la Confraternita dei Battuti Bianchi, l’Ordine terziario francescano ed un popolo orante.

Poi, il rientro nella chiesa dei Battuti Neri per il momento della liturgia e della riflessione che ha sostenuto quanti percorrono la strada del dolore, come quello dell’Addolorata che soffre per il Figlio morto sulla Croce. Attenzione rivolta verso la certezza della resurrezione che accompagna ogni uomo, come è stato sottolineato da Monsignor Gabriele Mana, vescovo emerito di Biella, che ha presieduto le celebrazioni insieme al clero locale, tra cui don Giorgio Garrone, padre spirituale dell’Arciconfraternita. “La Madonna Addolorata – ha detto l’alto prelato – è presente in modo dignitoso ai piedi della Croce in una seconda “annunciazione” che la porterà a diventare Madre di tutti noi. L’Addolorata ci insegna che il dolore più acuto, se vissuto con amore, allarga il cuore e può spalancare nuove fecondità. Guai a noi quando il dolore ci rende chiusi, indifferenti e crudeli nei confronti degli altri”. E, ormai alla soglia dei giorni santi, Monsignor Mana ha consegnato a tutti un messaggio: “Quando guardiamo Gesù crocifisso, siamo invitati a pensare a quanto ci ha amato e non a quanto ha sofferto. La sofferenza non salva nessuno, è l’amore che ci salva e non c’è amore se non sotto il segno della croce”. La liturgia solenne è stata seguita con estrema partecipazione dall’assemblea che ha rinnovato il proprio affetto nei confronti dell’Addolorata. Ora può cominciare la Settimana Santa.

 

Silvia Gullino

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