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Cronaca | 12 aprile 2019, 14:42

In tre aggredirono un ambulante a Vicoforte per una questione di soldi: confermata la sentenza di condanna del giudice di pace

I fatti avvennero nel dicembre 2014 davanti alla caserma dei carabinieri

In tre aggredirono un ambulante a Vicoforte per una questione di soldi: confermata la sentenza di condanna del giudice di pace

Nel dicembre 2014 in tre, padre e due figli, avevano aggredito un commerciante ambulante perché doveva loro dei soldi. Il diverbio era iniziato a Ceva, poi la vittima durante il tragitto in auto verso Mondovì aveva chiesto aiuto per telefono ai carabinieri che gli avevano consigliato di fermarsi davanti alla loro caserma a Vicoforte, dove avvenne la colluttazione.

Per questi fatti del giugno 2018 M.,S. e N.E. E.T., di origine marocchina come la vittima, erano stati condannati dal giudice di pace di Mondovì a 20 giorni di permanenza domiciliare.

Questa mattina il tribunale di Cuneo ha respinto l’appello contro quella sentenza, confermando la condanna per lesioni oltre al risarcimento di 1.800 euro.

Per il pm Alessandro Borgotallo si trattò di un fatto di “particolare gravità”: “Gli imputati si sono fatti giustizia da sé per un debito di alcune migliaia di euro”. E ha fatto cenno alla mancata testimonianza della moglie e madre degli imputati che a sua volta sarebbe stata aggredita dall’ambulante, costituito parte civile.

La difesa ha obiettato che gli unici a testimoniare furono i militari che raccolsero la denuncia e la vittima che avrebbe dato una versione non attendibile: “Pare strano che proprio i carabinieri gli avessero detto di andare in caserma a Vicoforte ben sapendo che era chiusa”. Altra incongruenza, gli esiti del referto medico – la distorsione di un dito e una piccola escoriazione al naso, guaribili in 10 giorni – che mal si sarebbero conciliati con un “pestaggio di tre persone contro una”.

Monica Bruna

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