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Cronaca | 11 aprile 2019, 16:00

Invalido al 100% perché non riusciva a camminare ma svolgeva servizi di volontariato: saluzzese nei guai

E’ a processo con l’accusa di truffa continuata

Invalido al 100% perché non riusciva a camminare ma svolgeva servizi di volontariato: saluzzese nei guai

Nel 2015 era stato riconosciuto invalido al 100% per gravi difficoltà di deambulazione. Due anni dopo, in sede di revisione, l’Inps ridusse l’invalidità al 50% e contemporaneamente partì la segnalazione all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di truffa continuata.

I.G., saluzzese, è a processo davanti al tribunale di Cuneo. Nel 2017 era stato monitorato dagli ispettori ed era stato visto mentre svolgeva attività di servizio di volontariato restando parecchie ore in piedi.

Un amico ha raccontato che stava male: “Aveva iniziato a perdere uso delle gambe, riusciva appena a camminare. Poi le cose andarono sempre peggio. Fu sottoposto a diversi interventi chirurgici. Aveva dolori lancinanti anche facendo semplici movimenti, non riusciva più a camminare e non ha più potuto lavorare. Gli scaffali di casa sembravano una farmacia. Nel periodo dal 2015 al 2017 andavo sovente a trovarlo, siamo usciti raramente per andare nel bar vicino, qualche volta usando la carrozzina. Dopo l’ultima operazione aveva meno problemi a camminare”.

Il medico che lo aveva in cura ha spiegato che l’imputato “non poteva svolgere nessuna attività lavorativa. Mi meravigliai quando disse che la pensione d’invalidità gli era stata ridotta del 50% per il quadro clinico”.

G. ha una patologia che porta a problemi di degenerazione progressiva fino alla sedia a rotelle”, ha riferito il consulente chiamato dall’avvocato difensore Luca Martino. “Ritengo la riduzione inappropriata, fu una retromarcia sbagliata. Collocherei invalidità tra il 70-80% per capacità lavorativa generica”. Poteva stare quattro ore in piedi durante una manifestazione pubblica? “Sì, se pieno di antidolorifici”.

Prossima udienza il 17 giugno.

Monica Bruna

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