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Cronaca | 11 aprile 2019, 16:16

Ex agente del Consorzio agrario provinciale accusato di appropriazione indebita

Risulterebbe un ammanco di 128 mila euro

Ex agente del Consorzio agrario provinciale accusato di appropriazione indebita

Secondo le stime del Consorzio agrario delle province del Nord Ovest, con sede ai Ronchi di Cuneo, ammonterebbe a 128 mila euro la cifra illecitamente sottratta alle casse, 40 mila euro invece secondo la Procura. M.C., ex agente del gruppo, è sotto processo per appropriazione indebita per fatti risalenti al 2016.

Il presidente del consorzio, costituito parte civile con l’avvocato Nicola Dottore, nella precedente udienza aveva spiegato come dopo anni di rapporti regolari con l’imputato, che dal 2007 gestiva l’agenzia tenendo rapporti commerciali con i clienti, fossero emersi ammanchi di cassa: “Dalla contabilità risultavano incassi di fatture ma le somme non erano state versate sul conto del consorzio, né era stata intrapresa la procedura di sollecito verso i clienti delle somme non incassate. C. è stato invitato a pagare quanto risultava non incassato, ma a seguito del suo inadempimento, nel mese di ottobre 2016 il direttivo decise di risolvere il rapporto lavorativo con lui”. Il presidente aveva aggiunto che i 128.000 euro - ad oggi non ancora risarciti – è la somma derivante dalla differenza fra quello dichiarato dall’agente e quanto risultato incassato sul conto corrente consortile insieme all’inventario dei beni rimasti in magazzino.

Oggi hanno deposto alcuni degli agricoltori che sarebbero stati contattati dall’ex agente o i cui nomi risultavano dalle fatture.

Prendevo dal consorzio sacchi di mangime per le galline. I finanzieri mi mostrarono una fattura da 1.600 euro. Non l’avevo mai vista, io avevo speso solo 74,50 euro, trattando con M.C.. Una fattura di quell’importo non mi è mai arrivata né è stata sollecitata”, ha raccontato uno dei testi.

Un agricoltore: “Gli avevo chiesto un preventivo per del concime ma lui disse che non lavorava più per il consorzio. In seguito arrivarono dei solleciti per alcune fatture, di cui due per i concimi che non avevo mai comprato”.

Un ex consulente del consorzio agrario ha raccontato che era stato chiamato per l’inventario del magazzino dopo un furto avvenuto nel 2017: “M.C. disse che non era il caso di controllare perché erano state portate via soltanto due macchine agricole e per il resto insisteva che era tutto a posto. Dopo qualche mese tornai a fare l’inventario di chiusura per il fine mandato di C.. In effetti mancava della merce ed altra era scaduta”. Un impiegato: “Quando se n’è andato non ci ha fornito giustificazione di quello che non c’era più”.

L’udienza è stata rinviata per la discussione il 19 settembre.


Monica Bruna

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