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Al Direttore | 09 aprile 2019, 12:31

"Gli italiani, questo governo, non l'hanno scelto": un lettore ci scrive in merito all'ultimo Controcorrente

Riceviamo e pubblichiamo

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Gentile Direttore,

l’edizione di sabato 6 aprile del Suo quotidiano riporta un articolo, firmato Controcorrente, che è un concentrato di falsità spacciate come se fossero semplici ovvietà; non bisogna neppure addentrarsi nella lettura del corpo dello scritto per comprendere la natura truffaldina dello stesso: basta soffermarsi sulle parole del titolo e del catenaccio.

Il primo afferma che, secondo l’autore del pensiero, «il Governo Lega-5 Stelle l’hanno scelto gli italiani con il voto, quindi deve poter lavorare», mentre il secondo recita: «Se i cittadini vogliono metterlo in crisi e mandarlo a casa possono farlo con le elezioni del prossimo 26 maggio. Ma se otterrà ancora la maggioranza dei consensi, vorrà dire che gli elettori non avranno colto scelte devastanti nei provvedimenti adottati e che le opposizioni non saranno state capaci di offrire alternative credibili. In democrazia funziona così».

In poche righe viene servita una serie di inesattezze degne del peggior pseudo-giornalismo italiano d’accatto; a leggerle ci assale il dubbio che anche in questo caso ci si trovi davanti ad un atteggiamento voluto, e non ad un semplice caso.

Sembra impossibile che colui che scrive il pezzo in questione non sappia che gli italiani non possono aver scelto di avere un Governo come quello attualmente in carica; questo per una ragione semplicissima: la Lega Nord Padania si era presentata alle elezioni all’interno di una coalizione formata anche da Forza Italia, Fratelli d’Italia, e Noi con l’Italia, mentre il Movimento 5 Stelle aveva corso in solitario.

Ancora più improbabile è la sostenibilità dell'altra affermazione contenuta nello scritto: le elezioni europee del prossimo 26 maggio non hanno alcuna valenza rispetto all'attuale assetto istituzionale interno a ciascun Paese; questo significa che, anche qualora ci si trovasse in presenza di un crollo dei consensi di uno dei due soggetti governativi - o di ambedue - non si assisterebbe per forza a delle implicazioni sull'esecutivo nazionale.

Grazie,

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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