/ Attualità

Che tempo fa

Cerca nel web

Attualità | 15 marzo 2019, 17:45

Fridays for Future, ad Alba in centinaia al corteo studentesco per il clima

La capitale delle Langhe risponde all'appello della svedese Greta Thunberg: forbice ampia sul numero dei partecipanti (fra gli 800 e i 3.000), per una manifestazione pacifica e propositiva

Fridays for Future, ad Alba in centinaia al corteo studentesco per il clima

Bertolt Brecht scriveva: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. Sventurata, dunque, l'intera Terra, se è vero che il volto dell'eroina di oggi è quello rotondo, incorniciato da due lunghe trecce, di Greta Thunberg, la 16enne svedese che, con la sua protesta, ha dato avvio al movimento studentesco “Fridays for Future”.

In oltre 1.800 città disseminate in più di 100 Paesi in tutto il mondo, migliaia e migliaia di persone – e in particolar modo giovani – sono scese in piazza per sensibilizzare l'opinione pubblica sui cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro Pianeta: temperature sempre più alte, tasso di anidride carbonica presente in atmosfera in costante aumento, oceani invasi dalla plastica, biodiversità sempre più a rischio... La sfida è grande, e ogni minuto che passa si fa più complicata.

Partendo dalle campagne per salvare la Foresta Amazzonica, e passando per l'impegno dei movimenti ambientalisti per la salvaguardia degli animali e la tutela dell'ambiente, nel 1992 toccò a Severn Suzuki, “la bambina che zittì il mondo per 6 minuti”. Erano gli anni del buco nell'ozono e delle specie animali in via di estinzione: al suo accorato appello alle Nazioni Unite ha fatto seguito una generazione di studenti preoccupata per lo scioglimento dei ghiacciai, quindi altri giovani che hanno imparato a misurarsi con l'innalzamento del livello degli oceani, ancora altri studenti che sono scesi in piazza preoccupati per il surriscaldamento globale.

A più di mezzo secolo dalla diffusione dei movimenti ambientalisti, c'è ancora spazio per la mobilitazione nelle piazze e per l'entusiasmo di migliaia di giovani, bellissimi e coloratissimi, il cui slancio non può essere ignorato da chi governa e ha la responsabilità di scelte dalle quali dipende il futuro di tutta l'umanità, per retorico che possa suonare. Ad Alba, questa mattina, hanno risposto in tantissimi (per l'articolo con foto e vide, clicca QUI), ritrovandosi in piazza Michele Ferrero, quindi sfilando per via Maestra, dietro lo striscione “Marcia prima o nuota dopo” e al grido di “Siam venuti fin qua, per vedere il mondo cambia'”, fino ad arrivare in piazza del Duomo: cartelli e striscioni colorati, senza alcun riferimento a partiti, perché “il clima è una questione globale, senza simboli o colori”.

Il giovane Damiano Marello ad aprire e chiudere la manifestazione, l'esperto di ambiente Roberto Cavallo (ideatore della “Keep Clean and Run”), i giovani di Azione Democratica Albese – movimento giovanile autonomo, indipendente e apartitico – Vincenzo Pepe, Gioele Giachino, Edoardo Bosio, Davide Rosso e Luigi Cordasco (i cui interventi hanno spaziato da Greta Thunberg al Green New Deal, dal consumo del suolo alla #TrashTag challenge, la sfida che impazza sul web che consiste nel fotografarsi in un'area piena di rifiuti e - una volta ripulita - immortalarsi in un secondo scatto da postare sui social), quindi i rappresentanti delle associazioni Ettore Chiavassa (“Canale Ecologia”), Paolo Tessiore (“Camminare Lentamente”), Massimo Vacchetta (“Centro recupero ricci “La Ninna” di Novello), Andreana Eusebio (comunità “Laudato Sii”); ancora, i rappresentanti delle scuole, con la piccola Margherita (accolta da una vera e propria ovazione), poi Alex Patras (IISS “Cillario”), Andrea Lanzetti e Andrea Dell'Arte (Liceo Classico “Govone” e Liceo Scientifico “Cocito”, con la proposta “Save the bottle”), Ester Marello (Liceo Classico “Govone”), Enrico Tessiore e Alessia Frangiamore (Liceo Linguistico e Liceo Scienze Umane “Da Vinci”), Nicole Tagliaferro (studentessa in Scienze Ambientali presso l'Università degli Studi di Genova), infine il Collettivo Mononoke, per un susseguirsi di interventi animati da uno spirito positivo e propositivo.

Quasi 800 persone secondo le forze dell'ordine, addirittura 3.000 per il sindaco albese Maurizio Marello, ma in ogni caso una marea pacifica, colorata e determinata, attraverso una serie di “compiti a casa” dettati dal palco, a mettere in atto una serie di buone pratiche e a continuare a fare pressione su chi governa, ai vari livelli, perché l'impegno per l'ambiente entri nelle agende politiche il prima possibile. Semplicemente, perché non c'è più tempo: “Siamo la prima generazione a subire gli effetti del cambiamento climatico e anche l'ultima a poter fare qualcosa”.

Pietro Ramunno

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium