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Cronaca | 13 marzo 2019, 09:45

Sospeso dall'Esercito il militare trentenne che ha abusato della ragazzina di 13 anni: “Comportamento indegno, inaccettabile e immorale”

La sospensione è scattata nel dicembre scorso, al momento dell'arresto. L'uomo, sposato con figli, era di stanza caserma Vian di Cuneo. E' accusato di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico

Sospeso dall'Esercito il militare trentenne che ha abusato della ragazzina di 13 anni: “Comportamento indegno, inaccettabile e immorale”

Era di stanza alla caserma Vian di Cuneo l'alpino trentenne in carcere per aver abusato di una raggazzina di soli 13 anni. L'uomo - accusato di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico – è stato immediatamente sospeso dall'Esercito.

Pubblichiamo la nota ufficiale: “In merito alla notizia pubblicata da alcuni organi di informazione, relativa all’adozione di misure cautelari nei confronti di personale militare da parte della Procura di Cuneo, l’Esercito, esprimendo profondo sdegno e condanna, ha immediatamente sospeso, già dallo scorso mese di dicembre, il graduato dal servizio e da ogni iter concorsuale a cui lo stesso aveva aderito.

Laddove le accuse fossero confermate, si tratta di un comportamento indegno, inaccettabile e immorale, ancor più aggravato per uomini e donne che indossano l’uniforme e rappresentano lo Stato.

Confermando totale condanna e pieno rigore nel perseguire i comportamenti che violano i principi e i valori su cui si fonda l’Istituzione e assicurando la massima collaborazione e trasparenza con gli organi inquirenti, l’Esercito esprime la totale intransigenza, tolleranza zero, nel contrastare tali inammissibili condotte. Tali soggetti non sono degni di indossare l’uniforme.

Tale avvenimento lede fortemente la dignità e l’onore di tutto il personale dell’Esercito che, invece, con profonda integrità, professionalità, e spirito di sacrificio, quotidianamente svolge il proprio dovere, in Italia e all’estero, anche a rischio della propria vita”

L'arresto è scattato nel dicembre scorso, come raccontato ieri dal dirigente della Squadra Mobile Pietro Nen alla conferenza stampa in Questura a Cuneo.

Una brutta storia di adescamento su Instagram. Le violenze sono durate per oltre due anni, dal 2015 al 2017, dietro la minaccia di diffondere foto intime della giovane e di rivelare tutto ai genitori di lei. La ragazza, dopo l'ennesimo ricatto avvenuto nell'ottobre del 2018 da parte di un utente anonimo (su cui si sta indagando), ha raccontato tutto ai compagni di classe che l'hanno convinta a denunciare tutto in Questura.

L'uomo è sposato, con figli e la sua famiglia vive a Cuneo.

Come confermato dalla Squadra Mobile potrebbero esserci altre vittime. “L'autore del fatto potrebbe essere un soggetto che adescava abitualmente ragazzine – ha dichiarato in conferenza il dirigente della Mobile Pietro Nen -. Invitiamo dunque tutte le possibili vittime a recarsi presso i locali della Questura. Siamo pronti ad accoglierle per dar loro conforto e portare alla luce altri eventuali casi”.

cristina mazzariello

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