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Attualità | 13 marzo 2019, 11:00

Monossido nella filiale Mps di Alba: dopo gli accertamenti si attende la riapertura

Non ancora revocata l’ordinanza di chiusura emessa dal sindaco Marello dopo l’intervento dei vigili del fuoco nei locali di corso Langhe 42

Lo sportello albese del Monte di Paschi di Siena, al civico 42 di corso Langhe

Lo sportello albese del Monte di Paschi di Siena, al civico 42 di corso Langhe

Sportelli ancora chiusi questa mattina, mercoledì 13 marzo, alla filiale albese del Monte dei Paschi di Siena. A disporre il fermo per ragioni precauzionali un’apposita ordinanza emessa dal sindaco Maurizio Marello nella giornata di ieri, martedì 12, su richiesta del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, visto quanto accaduto nel pomeriggio precedente negli stessi locali al civico 42 di corso Langhe.

Proprio lunedì i vigili del fuoco albesi erano intervenuti una prima volta su richiesta degli addetti dello sportello, che avvertendo uno strano odore all’interno degli uffici avevano sospettato il possibile verificarsi di una fuga di gas.

La verifica aveva permesso di rilevare una piccola presenza di monossido di carbonio, gas frutto di combustione in difetto di areazione che, come noto, rappresentando una pericolosa emotossina, a certi livelli di saturazione può avere effetti nocivi per la salute umana e portare anche alla morte.

Da qui gli accertamenti cui gli stessi dipendenti sono stati immediatamente sottoposti presso l’ospedale "San Lazzaro", dove fortunatamente ai loro danni non sono stati registrati sintomi di intossicazione.

Ieri, martedì, i vigili del fuoco sono tornati nei locali insieme ai tecnici dell’Asl, per una verifica che questa volta ha avuto esito negativo, non rilevando anomalie nell’aerazione dell’ambiente. Il controllo circa il buon funzionamento degli impianti a servizio dei locali è stata quindi affidata agli accertamenti tecnici intanto disposti dall’istituto bancario, da cui il Comune attende ora la documentazione necessaria a revocare l’ordinanza di chiusura.  

Nell’attesa di più precisi riscontri l’ipotesi più accreditata è quella che un possibile malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento e aerazione e la conseguente anomala presenza del pericoloso gas possano essere stati almeno in parte conseguenza del forte vento spirato su tutto l’Albese in quel pomeriggio.   

Ezio Massucco

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