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Agricoltura | 13 marzo 2019, 15:28

Miele, boom d'importazioni e prezzi in discesa: Coldiretti chiede di "prediligere quello made in Piemonte"

Moncalvo e Rivarossa: "Una situazione critica per i nostri apicoltori che si impegnano a produrre un miele di elevata qualità, nonostante gli sconvolgimenti climatici, in particolare la siccità"

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Boom di miele importato e prezzi all’ingrosso in netta discesa. E’ quanto si sta registrando per il mercato del miele in Italia che, dopo anni di scarsa produzione, ha visto nel 2018 un incremento.

Il miele, definito dalla mitologia greca “nettare degli dei”, ha origini lontane: alcuni ritengono che le prime arnie artificiali, realizzate dalle popolazioni ittite, risalgano addirittura al VI millennio a.C.

Particolarmente conosciuto e consumato anche per i suoi effetti benefici naturali, il miele può essere considerato il carburante ideale per l’organismo poiché ricco di zuccheri semplici, quali glucosio e fruttosio, di acqua, vitamine, sali minerali ed enzimi.

In totale l'Italia conta 45.000 apicoltori, di cui quasi 20.000 quelli che lo fanno non per diletto e autoconsumo, ma per immettere miele e prodotti apistici sul mercato. L'apicoltura rappresenta un settore importante per l'agricoltura, con 1,2 milioni di alveari, un valore stimato di 150-170 milioni di euro. In Piemonte il settore apistico negli ultimi cinque anni ha avuto uno sviluppo sia per il numero di alveari allevati, sia per il numero di aziende attive.

Dal 2001, anno in cui si registravano 2.701 aziende con 88.276 alveari allevati, si è passati nel 2017 a 5.612 aziende che conducono 18.982 apiari con 199.315 alveari.

Il Piemonte è la prima regione italiana per importanza nel settore, ma anni di scarsa produzione hanno fatto sì che si cercassero nuovi canali per rispondere comunque alla domanda – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – . Vista, però la buona produzione dell’annata 2018, ora si sta verificando una forbice eccessiva tra il prezzo del miele italiano e quello straniero. Una situazione critica per i nostri apicoltori che si impegnano a produrre un miele di elevata qualità, nonostante gli sconvolgimenti climatici, in particolare la siccità, che influiscono sui numeri a livello produttivo. A far concorrenza al miele Made in Piemonte non è solo la Cina, ma anche l’Est Europa da cui proviene una gran quantità di miele a basso costo e che non rispetta i nostri standard qualitativi".

"Ai consumatori ricordiamo che comprare miele italiano – concludono Moncalvo e Rivarossa - significa avere un prodotto non addizionato con altri zuccheri, come avviene per quello industriale, e sostenere l’ambiente poiché l’apicoltura preserva la biodiversità e l’ecosistema. Visto che l’indicazione d’origine è obbligatoria per il miele, al fine di non incorrere in frodi, è bene sempre leggere l’etichetta e privilegiare gli acquisti presso i punti di vendita diretta Campagna Amica in azienda o nei mercati”.

comunicato stampa

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